Alitalia e il mistero dell’addizionale

Alitalia e il mistero dell’addizionale
16 ottobre 10:12 2017 Stampa questo articolo

Quattro provvedimenti, una grossa incognita e un grave sospetto sui versamenti dell’addizionale comunale animano in queste ore la scena della vicenda Alitalia.

Ma partiamo dall’inizio: le misure-tampone adottate dal consiglio dei ministri di giovedì scorso riguardano la proroga fino ad aprile 2018 per il termine del trattamento Cigs (Cassa integrazione straordinaria), la concessione di un nuovo prestito di 300 milioni, lo slittamento a settembre 2018 della prima scadenza della restituzione dei 600 milioni già erogati e infine lo spostamento ad aprile 2018 del termine per la presentazione di offerte vincolanti da parte dei soggetti interessati all’acquisto.

A tal proposito pare che, dopo l’uscita di scena di Ryanair, rimangano in piedi solo gli interessi di Lufthansa, easyJet e il colosso finanziario Cerberus. In queste ore è stata anche ventilata l’ipotesi di un interessamento di una compagnia aerea cinese che avrebbe chiesto più tempo.

Questi nuovi “puntelli” di Palazzo Chigi, secondo alcune indiscrezioni, erano nell’aria da almeno un mese, ma sull’esito di questo ulteriore salvataggio grava il giudizio dell’Unione europea che potrebbe dare parere negativo  all’erogazione di altri soldi pubblici.

Un’incognita di non poco conto poiché senza quei 300 milioni di euro, Alitalia dovrebbe affrontare una durissima stagione invernale, che notoriamente non brilla per risultati operativi.

Ma sulla compagnia dei tre commissari straordinari pesa anche un altro grave sospetto che potrebbe trasformarsi in una interrogazione parlamentare e riguarda il presunto mancato versamento, da parte di Alitalia, dell’addizionale comunale percepita dai passeggeri, equivalente a 6,50 euro ad imbarco, di cui 5 euro destinati a finanziare – altro paradosso tutto italiano – il Fondo Speciale per il Trasporto Aereo (Fsta) di cui proprio Alitalia è il principale utilizzatore.

Secondo l’agenzia di stampa Avionews, infatti, risulterebbe che Alitalia Sai – in amministrazione straordinaria – sin dal mese di marzo 2017 non stia riversando le quote di addizionale comunale percepite dai passeggeri.

Se la notizia fosse vera metterebbe in imbarazzo non solo gli attuali vertici Alitalia (i tre commissari) ma lo stesso governo che proprio in questi giorni ha varato il nuovo salvataggio. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa, dunque, mancherebbero all’appello almeno  sette mesi di versamenti dell’addizionale. Si tratta di una ipotesi e di voci, ma è molto probabile che in Parlamento, nei prossimi giorni, verrà chiesto conto anche di questo.

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Andrea Lovelock
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