Alitalia, il piano Leogrande:
riassetto entro il 31 maggio

Alitalia, il piano Leogrande: <br>riassetto entro il 31 maggio
22 Gennaio 07:16 2020 Stampa questo articolo

Rispettare le deadline indicate per rendere di nuovo appetibile Alitalia agli occhi di eventuali compratori. Senza escludere che la nuova Alitalia possa essere (anche) pubblica. Non ha usato mezzi termini il commissario straordinario di Alitalia, Giuseppe Leogrande in audizione alla Commissione Lavori pubblici del Senato, che ha sottolineato come «entro il 31 maggio dobbiamo avere un riassetto della struttura imprenditoriale, individuare correttivi di programma per uscire in tempi rapidi dall’amministrazione straordinaria e avviare una discontinuità economica».

«C’è l’esigenza di uscire dall’amministrazione straordinaria e rimettersi sul mercato. È un compito complesso, dobbiamo subito individuare l’efficienza operativa e il risultato economico», ha proseguito. E per quanto riguarda il futuro azionariato, la mano pubblica potrebbe affiancarsi (in posizione di maggioranza) a uno o più soci privati («un posizionamento pubblico rilevante vedrebbe il mio favore e credo anche di un eventuale partner industriale, proprio per la natura di servizio pubblico dell’azienda», le parole del commissario).

Nel frattempo, a giorni verrà sottoscritto un accordo transitorio fino a maggio con Delta Air Lines per le rotte transatlantiche, «nell’ottica poi di negoziare un accordo più ampio». Tutte inesatte infine, le supposizione apparse su vari organi di stampa negli ultimi giorni, secondo cui il progetto di Leogrande e del nuovo direttore generale Giancarlo Zeni prevederebbe circa mille esuberi e il taglio di otto aeromobili delle flotta.

Il focus – ha invece annunciato il manager ex Blue Panorama – è quello di «creare i presupposti per crescere in redditività» invertendo «un trend in discesa» del margine operativo della compagnia facendo «una ricognizione complessiva sullo squilibrio tra ricavi e costi».

«Il lavoro è appena partito – ha concluso Zeni – stiamo aggredendo la costruzione dell’orario della compagnia che è l’architrave portante e quando saremo in dirittura d’arrivo di questo esercizio si capirà bene».

 

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Giorgio Maggi
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