Alitalia, Gubitosi convince Montecitorio:
«Ricavi a +1%, ma l’inverno sarà duro»

Alitalia, Gubitosi convince Montecitorio: <br>«Ricavi a +1%, ma l’inverno sarà duro»
22 Novembre 16:12 2017 Stampa questo articolo

Dopo quattro anni in negativo, i ricavi tornano a crescere dell’1%. Lo hanno ribadito i commissari Alitalia all’audizione alle Commissioni riunite Attività produttive e Lavoro delle Camere. Ma la strada è ancora in salita perché all’orizzonte c’è l’inverno, periodo durissimo, come per altre compagnie aeree. Sull’andamento dell’iter di vendita è intervenuto Stefano Paleari: «Dobbiamo mantenere una certa riservatezza, ma possiamo dire stiamo incontrando tutti e sette i soggetti che – a vario titolo – hanno manifestato il proprio interesse».

Riguardo alle azioni di remise in forme della compagnia, Paleari ha aggiunto: «Abbiamo lavorato fin dall’inizio su ricavi, network, flotta, struttura dei costi, information techonology, attività di handling, organizzazione dei processi e rapporti col personale. Complessivamente abbiamo trovato una azienda caratterizzata da una cospicua complessità organizzativa, con un clima molto deteriorato nei rapporti coi dipendenti. Per la prima volta dopo quattro annichiuderemo l’esercizio con il segno più. A tutto questo va aggiunto il massimo impegno per la ricostruzione di un’atmosfera positiva in azienda».

Riguardo ai competitor, il commissario ha sottolineato: «Il nostro corto e medio raggio ha sofferto la forte concorrenza delle low cost. Per questo abbiamo dovuto avviare un adeguato piano di pricing che sta cominciando a dare risultati. Impegnativa anche la sfida sull’intercontinentale: abbiamo registrato un traffico di 2,7 milioni di passeggeri intercontinentali, ma ci sono almeno 4 milioni di italiani che viaggiano con altri vettori su queste rotte. Ecco perché abbiamo cercato di intervenire sull’azienda per individuare un nuovo posizionamento sui vari segmenti».

Da parte sua, Luigi Gubitosi ha illustrato l’azione di recupero dei ricavi e contenimento dei costi: «Aprile e maggio sono stati mesi molto difficili per un brusco calo delle prenotazioni, per il calo della fiducia dei passeggeri che prenotano in anticipo e vogliono avere certezza che il vettore sia in grado di volare. Questi due mesi hanno danneggiato la pianificazione della stagione estiva. Abbiamo fatto molta comunicazione e, fortunatamente, l’estate è andata molto bene. In quest’ottica abbiamo rilanciato la Classe Magnifica, cercando di allargare il target medio-alto e aprire nuove rotte per aumentare la redditività. Tutto questo ha reso possibile una buona perfomance: con un minor numero di aeromobili abbiamo volato di più».
Adesso è la volta della digitalizzazione dell’azienda: «Da gennaio – ha aggiunto Gubitosi – sarà disponibile un sito web completamente rimodernato e una app al servizio del turismo italiano».

E sono buone le prospettive per la stagione estiva 2018: «Torneremo in Africa, a Johannesburg, e apriremo anche Nairobi. Tramite accordi con vettori locali, offriremo poi connessioni anche su altre destinazioni africane. Stiamo rivedendo anche i voli a medio raggio e ci aspettiamo un +9% di produttività in termini di ore volate. I costi sono essenzialmente legati al numero di ore volate, che è fondamentale per tutti i vettori. E sempre sul versante dei costi, sono stati rinegoziati quelli relativi al carburante, mentre sono stati rivisti anche i contratti con Sabre e Ibm».

Sul fronte del personale, Gubitosi ha ricordato che fino ad aprile 2018 ci saranno in tutto 1.600 dipendenti in cassa integrazione, di cui cento comandanti, 360 assistenti di volo, 1.030 personale di terra e altri 200 tecnici. «Riguardo all’organico interno – ha precisato – le divisioni sono state ridotte da 15 a nove. Siamo passati da 64 a 46 dirigenti, con 12 nuovi manager entrati a tempo determinato. Il tutto con un risparmio di 8 milioni di euro l’anno».

Tornando ai numeri, da giugno a ottobre i ricavi sono stati di 1,432 miliardi di euro, pari a un +1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Altra notizia positiva è che l’Ebitda è stato positivo per 73,9 milioni di euro, mentre il risultato netto mostra una perdita di 31 milioni, 20,9 milioni escludendo gli interessi sul prestito governativo.

«Ma devo placare gli entusiasmi – ha concluso Gubitosi – perché questi risultati arrivano nel periodo migliore per una compagnia. L’inverno non sarà così esaltante, verranno mesi freddi e bui per tutti. Per la cassa abbiamo disponibile quasi tutto il finanziamento pubblico e lo abbiamo ricostituito. Ci sono ancora a disposizione 845 milioni di euro e abbiamo depositato alla Iata per garanzia circa 118 milioni di euro in contanti a copertura delle nostre attività. Anche per il carburante siamo a posto almeno fino a marzo. Alitalia, negli ultimi dieci anni, non ha mai avuto così tanta liquidità».

Sul caso dell’assunzione di Fabio Lazzerini, sollevato da un deputato pentastellato, Gubitosi ha risposto in modo molto esplicito: «Sono felice che sia arrivato perché è un manager competente. Rispetto al suo compenso di 300mila euro l’anno, posso dire che guadagna meno del suo predecessore. Il fatto che abbia accettato di entrare in Alitalia lo considero un atto meritevole perché ha assunto l’incarico nonostante l’arco temporale sia ristretto. Per me non c’è alcun conflitto d’interesse. E se qualcuno ci dirà che tra Enit e Alitalia ci sono interessi contrastanti, valuteremo il da farsi».

In chiusura Guglielmo Epifani, presidente della Commissione delle Attività produttive della Camera, ha ricordando che però su Alitalia pende la scadenza della vendita finale: «Si evince lo sforzo di garantire ad Alitalia efficienza e dinamicità, alla luce di una trattativa che la compagnia ha già avviato con i suoi possibili acquirenti. Ma non può esserci un tempo infinito per il destino di Alitalia. Si dovrà decidere cosa fare anche per il bene del Paese. Rilevante lo sforzo dei commissari nel rivalutare anche il settore della manutenzione, ambito prezioso per il vettore rispetto ad altri competitor che non lo hanno. Auspico una nuova audizione a fine gennaio per capire a che punto si è giunti nell’iter di vendita».

L'Autore

Andrea Lovelock
Andrea Lovelock

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