Alitalia, la bozza del piano Fs-Delta

by Redazione | 26 giugno 2019 11:43

Un pacchetto di esuberi, partnership sul Nordamerica con Delta, ridimensionamento dell’aeroporto di Linate, porte aperte ad Atlantia e perfino ad Air France. Sono alcuni dei punti della bozza del piano industriale di Ferrovie dello Stato per Alitalia, svelati in anteprima dal giornale Il Fatto Quotidiano. Un progetto di 35 pagine che traccia gli interventi da realizzare entro il 2023 e  che sarebbe già stato sottoposto all’attenzione dei commissari straordinari dell’ex compagnia di bandiera, in attesa di definire il quadro dei partecipanti alla cordata.

Secondo il quotidiano, infatti, la bozza è stata elaborata da Fs insieme a Delta (che dovrebbe partecipare con un 10-15% di quote) con l’obiettivo di “predisporre un operatore multi-modale pronto all’apertura del mercato europeo dell’alta velocità previsto per il 2020 che modificherà il contesto competitivo e aprirà opportunità a Fs nei mercati esteri già presidiati da Fs”.

Un progetto che, nel dettaglio, prevede circa 740 esuberi (solo personale di terra), una riduzione della flotta da 118 a 109 aeromobili, la rifocalizzazione della compagnia sui “mercati con minore concorrenza delle low cost” – con conseguente uscita da tutte le rotte non profittevoli – è un rafforzamento della joint venture transatlantica con Delta e Air France-Klm (negoziando con i primi le rotte verso gli Usa e con i secondi le rotte a medio raggio).

Con le misure adottate, Fs e Delta prevedono un aumento del fatturato di circa 500 milioni fra il 2018 e il 2023, con i ricavi che passeranno da 3,1 miliardi a 3,6 miliardi di euro. I costi operativi dovrebbero rimanere stabili, mentre l’Ebit si attesterebbe positivo per 134 milioni entro il 2023. Un piano che prevede il taglio di tre rotte a corto raggio da Fiumicino (Pisa, Firenze e Napoli), da sostituire con i treni ad alta velocità, ma introducendo due nuove rotte verso la Sardegna (Alghero e Olbia). Linate, dovrebbe invece subire un pesante taglio di circa 15 rotte, spostando il focus sul medio raggio con nuovi collegamenti per Stoccolma, Copenhagen, Helsinki, Lisbona e Vienna.

A questo punto, mancherebbe sempre il socio “forte” che dovrebbe partecipare con il 40% delle quote, ovvero circa 300 milioni di euro. In corsa ci sarebbero Claudio Lotito, patron della S.S. Lazio,  ma già bocciato dal viceministro Matteo Salvini, e Atlantia, che nelle ultime ore avrebbe riottenuto il placet dal Movimento 5 Stelle, fino ad ora contrario all’ingresso del Gruppo che gestisce Aeroporti di Roma e Autostrade per l’Italia.

Secondo fonti parlamentari, infatti, i pentastellati starebbero rinunciando all’idea di revocare la concessione autostradale al Gruppo guidato dalla famiglia Benetton, aprendo di fatto all’ingresso di Atlantia nella newco Alitalia. Altre fonti di stampa, infine, sottolineano un ritorno di fiamma da parte di Lufthansa che, sebbene non abbia mai presentato un’offerta ufficiale, prevede un pesante piano di esuberi (circa 5.000) e l’acquisto solo della parte volo (escludendo la divisone manutenzione e handling).

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