Alitalia fuori dalla joint venture atlantica? Non cambia nulla

Alitalia fuori dalla joint venture atlantica? Non cambia nulla
24 Luglio 14:23 2018 Stampa questo articolo

Per adesso per Alitalia non cambia nulla. Anche se l’ex-vettore di bandiera non farà parte della nuova joint venture siglata da Air France-Klm, Delta Air Lines e Virgin Atlantic, di cui Flight Global ha potuto guardare il form di application presentato all’Us Department of Transportation, per i passeggeri che viaggeranno sulle rotte da una parte all’altra dell’Oceano con la compagnia italiana, continueranno a valere le stesse prerogative assicurata dalla vecchia partnership (quella siglata nel 2010) dalla stessa Alitalia, con la compagnia americana e il gruppo franco-olandese.

Partnership la cui validità, come da contratto, si dovrebbe protrarre fino al 2022, sempre che i nuovi proprietari di Alitalia non decidano prima di rescindere unilateralmente l’accordo. «Sebbene le parti si augurino che la cooperazione con Alitalia possa continuare anche in futuro, il vettore è attualmente in fase di ristrutturazione attraverso una procedura di commissariamento, e la futura proprietà rimane incerta», si legge nel documento presentato alle autorità competenti Usa.

Con l’annuncio della nuova partnership, Air France-Klm, Delta e Virgin Atlantic compiono un ulteriore passo verso il consolidamento delle jv già esistenti, e in particolare la joint venture tra Air France, Delta e Klm e quella, a sé stante, tra Delta e Virgin Atlantic. Ma alla base dell’accordo, ci sarebbe anche il tentativo di riequilibrare i complicati intrecci azionari che, nel corso del tempo, hanno visto protagonisti i diversi vettori.

Se Delta già possedeva il 49% di Virgin dal 2013, dalla scorsa estate il vettore a stelle strisce è anche entrato con il 10% di quote nel capitale del gruppo franco-olandese, a sua volta diventata socio al 31% di Virgin dopo un investimento di 287 milioni di dollari. Ma non è finita, perché la nuova joint venture dovrebbe servire alle quattro compagnie per mettere un freno all’aggressività delle low cost di lungo raggio come Norwegian Air e Wow Air.

Attualmente, i dati sono riferiti al mese di giugno appena trascorso, il mercato tra le due sponde dell’Atlantico è dominato dalla partnership tra American Airlines, British Airways, Iberia e Finnair, mentre Air France-Klm, Delta e Virgin Atlantic offrono circa un quarto della capacità; una percentuale a cui Alitalia – che secondo alcune fonti sulle rotte atlantiche genera il 30% dei ricavi complessivi – contribuisce direttamente per meno dell’1%.

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Giorgio Maggi
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