Alitalia, crisi di liquidità. E la telenovela continua

Alitalia, crisi di liquidità. E la telenovela continua
04 Febbraio 11:11 2021 Stampa questo articolo

Un governo dimissionario, un altro che non c’è, lo scontro con l’Europa sul passaggio alla newco e i ristori che non arrivano: il dossier Alitalia comincia a scottare e rischia di rimanere bloccato tra gli attuali incastri politici fino a diventare materia urgente per il prossimo esecutivo a guida Mario Draghi.

Blocco che potrebbe portare perfino alla “messa a terra” degli aerei e al mancato pagamento degli stipendi per la compagnia in amministrazione straordinaria. L’allarme è stato lanciato ancora una volta dal commissario Giuseppe Leogrande che ha riferito ai sindacati – secondo il Corriere della Sera – come la cassa si stia prosciugando velocemente e ormai sia rimasti meno di 50 milioni di euro.

Il commissario avrebbe sottolineato come già il 28 dicembre abbia chiesto al ministero dello Sviluppo economico un chiarimento sul bando di vendita. La riposta, però, è arrivata solo qualche giorno fa con la richiesta di preparare una nuova gara. Per l’Ue è necessario un bando di gara aperto a tutti per tutti gli asset in vendita da Alitalia.

Leogrande, nel frattempo, si starebbe scontrando anche con i vertici della newco Ita: secondo il Corriere, infatti, il commissario avrebbe voluto cedere direttamente il ramo aviation a Ita, seguendo la logica che – per le norme di diritto interno – tale ramo costituisce un servizio pubblico essenziale (continuità territoriale, trasporto di medicinali, etc..) aggirando così la gara pubblica. Sugli altri asset, invece, Leogrande avrebbe dato il via libera ai singoli bandi (manutenzione e handling).

Ma il recente comunicato della newco guidata da Fabio Lazzerini e Francesco Caio ha messo in dubbio questa ipotesi sostenendo che per fare qualsiasi offerta sia necessario stilare un bando che includa le società a partecipazione pubblica e che sia necessario farlo in fretta. Il problema, ancora una volta, è costituito dal tempo: con un nuovo bando la cessione degli asset ritarderebbe di almeno 4 mesi e Alitalia in amministrazione straordinaria non avrebbe sufficienti fondi e flussi di cassa per sostenersi.

Nel frattempo, infatti, si aspetta ancora l’autorizzazione europea alla terza tranche di aiuti (77 milioni di euro) del pacchetto di 350 milioni stanziati dal governo Conte-bis.

Ai sindacati, infine, restano gli appelli drammatici sul futuro della compagnia di bandiera e di oltre 10mila dipendenti. Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti ed Ugl Trasporto Aereo hanno già lanciato l’allarme sul rischio dei mancati pagamenti degli stipendi a febbraio e sulla necessità di accelerare il processo di vendita degli asset di Alitalia.

“Leogrande ha confermato le nostre preoccupazioni: gli stipendi di febbraio sono a rischio – ha aggiunto in una nota la Federazione nazionale trasporto aereo (Anpac, Anpav, Anp)– non sono consentiti quindi “ulteriori temporeggiamenti e l’immobilismo deve essere superato dalla politica attraverso un coordinamento tra tutte le parti interessate”.

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L'Autore

Gabriele Simmini
Gabriele Simmini

Redattore. Specializzato in trasporto aereo, network di agenzie di viaggi, tecnologia, estero, economia e fiere internazionali.

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