Eni smentisce l’interesse per Alitalia

Eni smentisce l’interesse per Alitalia
14 Settembre 11:02 2018 Stampa questo articolo

Nella nuova Alitalia che si sta delineando sotto la regia di Luigi Di Maio e Danilo Toninelli non ci sarà Eni. A smentire l’ipotesi di un ingresso nella compagnia – emersa in seguito ad alcune indiscrezioni di stampa – è stato lo stesso portavoce del Gruppo petrolifero, che all’agenzia Reuters ha definito la voce «priva di fondamento».

Secondo il Sole 24 Ore, infatti, i tecnici del governo stanno ipotizzando una nuova Alitalia con una larga maggioranza azionaria posseduta da società pubbliche italiane: oltre a Fs, ci potrebbero essere anche Eni e Poste Italiane. Un’ipotesi che se confermata, come riporta Milano Finanza, avrebbe avuto implicazioni negative per Eni data l’assenza di sinergie rilevanti fra le due società. Inoltre gli investitori potrebbero ipotizzare un’influenza rilevante da parte del governo sulla governance della società su temi strategici come gli investimenti del Gruppo.

Quanto a Poste Italiane, riporta sempre l’organo di informazione economica, già in passato (nel 2013), il Gruppo aveva partecipato al salvataggio di Alitalia acquisendo una partecipazione del 10% con un investimento di 75 milioni di euro. Successivamente, nel 2014, Poste Italiane aveva sottoscritto altri 75 milioni di ‘contingent convertible notes’ a 20 anni (7% tasso nominale), entrambi gli investimenti svalutati a zero nel 2017. Un eventuale ulteriore coinvolgimento di Poste Italiane nel capitale di Alitalia, quindi, sarebbe per gli analisti «una notizia negativa per il titolo visto la natura finanziaria e non industriale della partecipazione, che non produrrebbe sinergie con il core business della società» .

Sempre su Il Sole 24 Ore poi, è comparsa la notizia che oltre a Trenitalia, Cassa Depositi e Prestiti ed Eni, Alitalia potrebbe vedere la partecipazione anche di Boeing. Risultato: si avrebbe un attore con una flotta vicina ai 200 aerei, il supporto di Boeing nell’operazione e il prestito ponte che diventerebbe capitale alla fine dell’anno.

Tutto ciò, con la conseguenza che, d’un tratto, sparirebbero dalla contesa i ‘vecchi’ pretendenti come Lufthansa, easyJet e Wizzair. E che, grazie all’impennata dei collegamenti sul lungo raggio resi possibili dai nuovi aeromobili, anche i problemi occupazionali sparirebbero. Anzi, per i voli intercontinentali servirebbero nuove assunzioni di personale.

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