Airbnb sponsor delle Olimpiadi, c’è chi dice no

by Redazione | 29 novembre 2019 9:14

Airbnb ha raggiunto un accordo con il Comitato Olimpico Internazionale (Cio) per circa 500 milioni per diventare sponsor ufficiale dei Giochi. La piattaforma di affitti brevi metterà a disposizione per le prossime Olimpiadi di Tokyo nel 2020 e fino al 2028 migliaia di sistemazioni per il pernottamento di visitatori, famiglie degli atleti e altri invitati.

E non solo. Airbnb espanderà con l’occasione le sue experience. Durante i Giochi del Giappone verrano lanciate, infatti, le Airbnb Olympian Experiences. A differenza delle esperienze già present nel sistema, in questo caso non saranno gli host a proporre le attività, bensì gli atleti. Questi offriranno, sempre a pagamento, lezioni sportive, allenamenti speciali o tour in città.

«Questa è la nostra più grande partnership nello sport», afferma a Repubblica il cofondatore di Airbnb, Joe Gebbia.

Un accordo simile è già stato annunciato per Milano-Cortina 2026, che sarà la prima Olimpiade invernale con oltre il 50% dei visitatori che soggiornerà presso strutture ricettive non tradizionali.

La scelta del Cio di scendere a patti con Airbnb non è andata giù, però, agli albergatori tradizionali.

Federalberghi fa sapere che le associazioni albergatori di tutto il mondo, riunite sotto la bandiera del Global ReformBnB, hanno scritto a Tomas Bach, presidente del Comitato Olimpico Internazionale, per chiedere il rispetto dei valori olimpici.

“Chiediamo al Cio – scrivono – di pretendere da Airbnb il rispetto delle regole, principio fondamentale dello sport, pena l’annullamento dell’accordo recentemente sottoscritto”.

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