Airbnb non spaventa le adv:
le tendenze 2017 secondo Ipk

Airbnb non spaventa le adv: <br>le tendenze 2017 secondo Ipk
08 Marzo 16:22 2017 Stampa questo articolo

Asia al top, exploit dell’extra-alberghiero e predominio dei city break. Tante rassicurazioni nel rapporto 2017 di Ipk International presentato a Itb Berlin. Il ceo Rolf D. Freitag ha raccontato gli ultimi 5 anni come un’autentica rivoluzione nel mondo del turismo che, nonostante il terrorismo e altre variabili negative, continua a crescere a un tasso del +4% annuo.

Sono 1 miliardo e 82 milioni i viaggi certificati nel 2016 con 1,2 miliardi di arrivi internazionali, 8 miliardi di notti in albergo e una spesa che ha toccato 1.250 miliardi di euro pari al 5% del pil mondiale.

A registrare gli incrementi più vistosi sono state le macroregioni dell’Asia (+7%), il Sudamerica (+5%) e l’Europa (+3%). Ma questa forte crescita è stata caratterizzata da un autentico exploit delle sistemazioni extra-alberghiere, espressione più eclatante della sharing economy. Lo scorso anno, infatti, sul totale dei viaggiatori il 56% ha scelto la soluzione degli hotel tradizionali, mentre il 41% si è orientato su sistemazioni alternative (Airbnb in primis) per un totale di oltre 61 milioni di viaggi.

Regge la distribuzione tradizionale
Ma gli albergatori sembrano essere gli unici operatori dell’industria turistica a patire in modo crescente questa rivoluzione, perché tour operator e agenti di viaggi, al contrario, non devono temere stravolgimenti radicali, a patto che cavalchino la digitalizzazione che rappresenta il vero punto di svolta nel mercato dei viaggi.

La ricerca Ipk, infatti, evidenzia come i canali social rappresentino ancora una modalità di persuasione al viaggio, e non di pianificazione del viaggio, mentre i canali online e offline della distribuzione tradizionale continuano a essere considerati il luogo sicuro per finalizzare una scelta turistica.

Ad oggi il 70% delle prenotazioni avviene online, mentre il restante 30% viene generato al di fuori dell’ambiente web. Ma proprio tra le agenzie di viaggi, Ipk ha riscontrato un crescente uso del digitale (61% ne fa uso quotidiano). Nelle prenotazioni online, infine, prevale l’acquisto combinato del trasporto+alloggio (55%).

E sulle tipologia d’offerta, la ricerca ha certificato la forte crescita delle vacanze relax (sun&beach) che con un +31% negli ultimi cinque anni, che detengono il 28% di quota-mercato, seguite dai city trip con uno share del 26%, e con un incremento decisamente sorprendente (+98%) dovuto soprattutto al boom dei voli low cost.

Tra le top destination, l’Italia vanta un insperato 4° posto per volume di viaggi, dietro solo a Spagna, Usa e Germania, mentre risulta quinta per numero di pernottamenti, preceduta anche dalla Francia, oltreché dai nostri primi tre competitors.

Hong Kong regina del turismo
Nessuna città italiana, invece, tra le prime 10 destinazioni metropolitane che vede in testa Hong Kong (21,7 milioni di visitatori), seguita da New York (19,4 milioni) e Londra (19,3 milioni). Parigi scivola al quinto posto (17,9 milioni) per le note vicende terroristiche.

E proprio riguardo al fattore terrorismo, Ipk ha disegnato le prospettive 2017, tranquillizzando ancora una volta la affollata platea di operatori e giornalisti dell’Itb. Freitag ha rivelato che nell’anno in corso il 55% dei viaggiatori non ha intenzione di cambiare le sue abitudini di viaggio e non modificherà le sue scelte sulla destinazione. Ma è altrettanto vero che, in tale scenario, i Paesi dove i viaggiatori tendono a variare le proprie scelte di viaggio primeggiano Russia, Corea, Cina e Brasile, ovvero i bacini più promettenti per l’incoming europeo e italiano.

Tra le destinazioni che anche nel 2017 risentiranno, purtroppo, dell’influenza negativa del terrorismo e dell’instabilità, figurano ai primi posti Turchia, Israele, Egitto, Tunisia e Marocco.

Mentre tra le mete che ne beneficeranno, Ipk non menziona l’Italia, bensì Canada, Australia, Austria, Scandinavia, Polonia, Spagna e perfino Croazia.

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Andrea Lovelock
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