Airbnb e la sfida (in)sostenibile degli 8 milioni di turisti

by Gabriele Simmini | 18 Aprile 2018 12:20

Airbnb comunica i suoi dati per il 2017, rilevando un vero e proprio exploit nel mercato italiano. Rilevazioni che non colgono di sorpresa il settore, soprattutto nelle grandi città, Roma e Firenze in primis, ma che pongono dei dubbi sul concomitante annuncio dell’azienda di San Francisco di una iniziativa sul turismo sostenibile e un advisory board per contrastare l’overtourism, di cui la piattaforma è considerata una delle cause maggiori.

Sono 7 milioni e 850mila i visitatori che nel 2017 sono passati attraverso le case vacanze di Airbnb in Italia. I dati arrivano direttamente dalla convention annuale di San Francisco che ha diramato tutti i trend relativi al fenomeno più eclatante del mondo dell’ospitalità, ormai diventato mainstream.

I dati di Airbnb sono relativi alla propria presenza in oltre 300 città e 80 Paesi nel mondo. Sono stati 4,85 milioni gli annunci disponibili in oltre 191 Paesi oggi in piattaforma. Secondo un sondaggio di Airbnb presso la sua community, la maggior parte degli ospiti ha dichiarato di aver scelto Airbnb per poter vivere come una persona del luogo (79%), e perché più conveniente rispetto all’offerta turistica tradizionale (89%).

Tra le città dove la piattaforma di condivisione è andata più forte c’è ovviamente Roma con circa 1 milione e 400mila arrivi (63 notti l’anno di affitto in media e guadagno medio di circa 6.000 euro), seguita da Firenze con 710mila arrivi (80 notti l’anno, guadagno media 7.000 euro), Milano con 600mila arrivi. Seguono Venezia con 470mila arrivi e Napoli con 220mila.

«Il business dei viaggi e del turismo registra tassi di crescita superiori alla maggior parte degli altri settori; è cruciale perciò che più persone possibile possano beneficiarne – afferma Chris Lehane, global head of policy and communications di Airbnb – Oggi però non tutte le forme di turismo sono uguali. Airbnb costituisce un’alternativa più democratica rispetto al tradizionale turismo di massa che da decenni fa sentire i suoi effetti alcune città».

La community italiana, inoltre, ha accolto ospiti da oltre 150 Paesi e in media l’host ha  guadagnato 2.284 euro. Sono invece 3.247.000 le gli italiani che hanno scelto Airbnb per visitare altre destinazioni.

UNA SCELTA SOSTENIBILE? Airbnb ha presentato, anche una iniziativa per il turismo sostenibile (Office of healthy tourism) e la creazione del tourism advisory board. Il primo è un programma inteso a favorire, attraverso partnership e azioni mirate, la diffusione di un modo di viaggiare autentico e rispettoso in tutti i paesi del mondo, a beneficio dell’economia delle comunità locali e delle destinazioni meno conosciute, favorendo abitudini di viaggio che aiutino a preservare l’ambiente.

L’advisory board internazionale è composto da esperti del settore e aiuterà a guidare le iniziative di lungo termine perché viaggiare con Airbnb – paradosso dell’iniziativa – continui a costituire un antidoto ai disagi del turismo di massa. Fra i membri del board designati ci sono Taleb Rifai,  già segretario generale dell’Unwto, David Scowsill, ceo del World Travel & Tourism Council (Wttc), Rosette Rugamba, direttore generale di Rwanda Tourism, e Bob Carr, ministro degli affari esteri dell’Australia.

«Siamo estremamenti onorati di avere personalità di questo calibro a unirsi al nostro Advisory Board. Si tratta di leader del settore, dalle credenziali impeccabile, che hanno sempre lavorato per promuovere il turismo sostenibile. Con membri di 4 continenti, siamo ansiosi di poter contare sul loro punto di vista per assicurare che Airbnb possa restare l’alternativa agli eccessi del turismo di massa e un veicolo di promozione di un modo di viaggiare migliore», conclude Chris Lehane.

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