Air Italy, petizioni sul web e presidi dei lavoratori

Air Italy, petizioni sul web e presidi dei lavoratori
18 Febbraio 10:03 2020 Stampa questo articolo

Più di 30mila iscritti in pochi giorni. Aumentano ora dopo ora le adesioni al gruppo Facebook “Ora la compagnia aerea ce la facciamo noi!”, aperto da chi vorrebbe risolvere il problema dei voli tra la Sardegna e l’Italia in un momento in cui sta scadendo il regime di continuità territoriale, Air Italy licenzia tutti i dipendenti e l’aeroporto di Olbia è chiuso per lavori, con i passeggeri costretti a raggiungere gli scali di Alghero e Cagliari.

Ma la solidarietà sul web per i lavoratori di Air Italy non si ferma qui. Sono già più di 15mila le adesioni provenienti da tutta Italia alla petizione Salviamo AirItaly sulla piattaforma Change.org. “Milleseicento lavoratori di Air Italy rischiano di essere lasciati a casa nel giro di poche settimane, senza lavoro e senza sostegno economico per le loro famiglie – si legge nel messaggio tradotto anche in inglese e in arabo – La liquidazione ‘pilotata e organizzata’ della compagnia toglie ai lavoratori anche la possibilità di accedere a un sostegno al reddito e la speranza di mantenere il posto di lavoro nell’immediato futuro. Dateci il vostro sostegno”.

Intanto, sul fronte sindacale continuano i presidi e i checkin dei lavoratori del vettore sia a Olbia che a Malpensa, tutto questo mentre le sigle di categoria di Cgil, Cisl e Uil chiedono ai soci di trovare una soluzione che consenta alla compagnia di poter proseguire l’attività. A rischio, come si sa, ci sono 1.450 dipendenti, di cui oltre mille a Malpensa, per i quali è scattata la procedura di licenziamento collettivo.

Da parte sua, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, in attesa di incontrare la proprietà, nei giorni scorsi ha chiesto ai liquidatori Franco Maurizio Lagro ed Enrico Laghi di cambiare la procedura di liquidazione, convocando poi per il 20 febbraio sindacati, regione Sardegna e regione Lombardia a un tavolo di confronto.

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Giorgio Maggi
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