Air France-Klm: conti ok, ma è stallo sui vertici

08 Agosto 06:00 2018 Stampa questo articolo

Avanti lo stesso. Senza un vero amministratore delegato, e con il peso di 15 giorni di scioperi che da febbraio a giugno hanno compromesso il funzionamento delle normali attività di volo, Air France-Klm chiude ugualmente con il segno più i conti del secondo trimestre 2018.

L’utile netto, secondo quanto si apprende, ammonta infatti a 109 milioni di euro, in forte flessione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a cosa soprattutto dell’ondata di agitazioni che è costata al gruppo franco-olandese qualcosa come 335 milioni di euro.

A sostenere comunque i risultati è stata la domanda sostenuta del traffico passeggeri, cresciuti da aprile a giugno dello 0,8% per toccare quota 26 milioni. Come conseguenza di questi numeri, il giro d’affari complessivo si è mantenuta stabile a 6,6 miliardi di euro.

Intanto, rimane ancora in alto mare la nomina del nuovo amministratore delegato del gruppo, dopo che lo scorso maggio Jean-Marc Janaillac aveva dato le sue dimissioni in seguito alla bocciatura, da parte dei sindacati e dei lavoratori, dell’accordo proposto dal vettore che prevedeva alcuni miglioramenti salariali.

«Il processo di ricerca prosegue, e non terminerà prima della fine di agosto, o dell’inizio di settembre», avevano detto qualche giorno fa alla Reuters fonti interne alla compagnia. Nel frattempo però, le scorse settimane hanno visto bruciare una dopo l’altra le candidature sia del direttore finanziario di Veolia, Philippe Capron, che della presidente di Ratp, Catherine Guillouard, complicando non poco l’entrata nel capitale azionario di un socio di peso come AccorHotels, non per niente sfilatosi alla fine di luglio, spaventato dal complessità del dossier.

E mentre rimangono sullo sfondo le voci che parlano di una cessione da parte dello Stato della sua quota di partecipazione (al momento ferma al 14,3%), si fanno sempre più concrete le possibilità di una nuova ripresa degli scioperi al rientro dalla ferie. «Le discussioni con i sindacati a proposito di nuovi livelli salariali non potranno riprendere che con una nuova governance», ha sottolineato a questo proposito il direttore generale di Air France Franck Terner, durante la presentazione dei risultati trimestrali.

Secondo quanto scrive latribune.fr, la ricerca del nuovo amministratore delegato della compagnia dovrà vedersela con altri elementi che non siano semplicemente la preparazione professionale dei candidati. E se la nomina di un manager straniero alla guida del gruppo Air France-Klm non è più un tabù, se si pensa alle partecipazioni azionarie nel vettore francese sia di Delta che di China Eastern, il punto vero sarà trovare qualcuno in grado di tenere in equilibrio i rapporti tra Air France e il socio olandese.

“In Francia non è facile trovare qualcuno esperto di trasporto aereo che non lavori in Air France, o che non vi abbia lavorato in passato. Per questo cercare altrove potrebbe non essere una cattiva idea”, scrive il giornale riportando una fonte riservata.

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