Air France e il piano per la nazionalizzazione

31 Marzo 14:41 2020 Stampa questo articolo

La nazionalizzazione di Air France è qualcosa di più di una «ipotesi». Dopo che qualche settimana fa era stato il ministro delle Finanze transalpino, Bruno Le Maire, a dare la disponibilità di Parigi ad aiutare «tutte le imprese in cui lo Stato ha una partecipazione» (il riferimento, in quell’occasione, era per Renault, oltre che per la compagnia aerea), nelle scorse ore anche Jean-Baptiste Djebbari, segretario di Stato con responsabilità sui Trasporti, è tornato sullo stesso argomento.

«Lo Stato azionario giocherà il suo ruolo in questa crisi, e nel caso di Air France, dal momento che già la partecipazione pubblica nel Gruppo è del 14%», ha detto in un’intervista radiofonica Djebbari. «Il mercato attraverserà probabilmente una fase di grande consolidamento a causa del fallimento di alcuni degli attori attuali. A quel punto, lo Stato francese dirà quali saranno le sue intenzioni a proposito di Air France-Klm. Ma sicuramente faremo di tutto per dispiegare le possibilità di un intervento pubblico».

A favore di una maggiore partecipazione statale nel Gruppo franco-olandese si era espresso nelle scorse settimane anche il ministro delle Finanze dei Paesi Bassi, Wopke Hoekstra. «Faremo di tutto per mantenere a galla Klm e l’aeroporto di Schiphol», aveva detto in un incontro pubblico ad Amsterdam.

All’interno di Air France la parte pubblica è infatti del 14,29%, per un controvalore che non supera i 300 milioni di euro; mentre all’interno di Klm lo stato olandese è titolare del 14% dell’azionariato.

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Giorgio Maggi
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