Aiav, appello alle adv: “Ribellatevi a Iata”

Aiav, appello alle adv: “Ribellatevi a Iata”
29 novembre 15:51 2018 Stampa questo articolo

C’è sempre più tensione tra Iata e gli agenti di viaggi, giunti al punto di rottura durante l’ultima PaConf di Ginevra. Alla base dei contrasti, il ruolo sempre meno importante conferito agli agenti nel dialogo con l’associazione dei vettori e il possibile passaggio dei pagamenti al Bsp da mensili a quindicinali a partire dal 2020. “Quei miliardi di euro che sono il tesoretto economico della biglietteria aerea che transita nelle agenzie di viaggi rappresentano un valore commerciale che i vettori non possono permettersi di perdere o anche solo danneggiare”. Da questa incontestabile valutazione Aiav scende di nuovo in campo contro Iata, con un appello rivolto alle adv.

In buona sostanza il presidente dell’associazione Fulvio Avataneo invita le agenzie a pagare Iata con la sua stessa moneta, attrezzandosi a dovere per contrastare comportamenti inaccettabili: «che sia sciopero bianco o boicottaggio, va bene tutto, tranne tornare a inutili tavoli».

Nella nota diffusa Avataneo spiega che, “per quanto l’esigenza da parte dei vettori di incassare più rapidamente rispetto ai classici quarantacinque giorni finora concessi sia un tema sul quale si potrebbe dibattere, la continua imposizione di regole non condivise crea malcontento nella categoria che, per paradosso, vede sempre più semplice il rapporto con i vettori low cost che non con le compagnie legacy”.

“Su fronti opposti le due tipologie di vettori anche sull’uso delle carte di credito – evidenzia sempre Avataneo – che la Iata, incomprensibilmente, tende a scoraggiare rischiando persino la condanna in sede legale per la violazione di norme europee, mentre le compagnie aeree lowcost salutano e benedicono il pagamento con qualunque strumento di credito, dimostrandosi soggetti commerciali più moderni ed inclini a fare business, da qualunque parte esso provenga”.

La nota di Aiav prosegue: “È storia vecchia, con Iata che assume posizioni prevaricatrici e arroganti solo perché conta sull’inerzia delle associazioni ma, soprattutto, degli stessi agenti di viaggi che ne subiscono gli effetti. Iata insiste nel non accettare le carte di credito corporate – motivo per cui l’abbiamo chiamata in giudizio e per cui siamo in attesa di sentenza – e nel voler imporre modus operandi estremamente dannosi per la nostra categoria, incurante dei danni collaterali. È il momento di mandare un grande segnale, ma per farlo è necessario il coraggio. Anche quello di perdere qualche vendita, visto e considerato che il rischio che si corre è di perderle del tutto. In tale ambito, quella intavolata dalla Iata è una politica miope, tendente a valutare solo piccoli risparmi, forse addirittura risibili rispetto agli enormi volumi transati a livello mondiale, i quali rischiano di ritorcersi contro le compagnie aeree man mano che i vettori a basso costo andranno a occupare anche le tratte intercontinentali, finora monopolio delle compagnie legacy”.

Ora, secondo Aiav, c’è ancora qualcuno che vuole intavolare con l’associazione internazionale delle compagnie aeree un reale scambio di opinioni commerciali, giacché i primi a essere penalizzati da alcune insensate politiche, saranno proprio i consumatori loro clienti, mettendo a repentaglio l’intero indotto commerciale. Secondo altri, come Aiav, serve un approccio più deciso. “Se qualcuno crede ancora di poter appianare le divergenze sedendosi a tavoli sui quali uno decide e gli altri si bagnano – sostiene Avataneo – sta sbagliando tutto. Le decisioni migliori vengono da rapporti in cui le parti che si contrappongono posseggono entrambi forza contrattuale e per riappropriarsi di una parte di questa gli agenti di viaggi hanno una sola strada: dimostrare ai vettori che, senza di essi, i loro aerei sbattono contro un muro. Devono capire che la prima regola del mercato assegna la vittoria a chi possiede la miglior rete commerciale”.

Del resto, la querelle contro Iata è cosa nota: “Nulla di nuovo sotto il sole” per Avataneo, che si dice d’accordo con la posizione assunta da Alfredo Pezzani (air matter committee di Ectaa e membro commissione Trasporti di Fto): “Iata – che dovrebbe agire in maniera equilibrata per mediare gli interessi dei vettori, ma anche della rete agenziale (primo canale di vendita) – non fa altro che agire contro gli interessi di questi ultimi, senza neppure valide motivazioni”.

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