Aeroviaggi guarda a Piazza Affari
mentre inaugura l’Himera

Aeroviaggi guarda a Piazza Affari <br>mentre inaugura l’Himera
12 Aprile 11:21 2019 Stampa questo articolo

Aeroviaggi punta a chiudere il 2019 con 100 milioni di fatturato e progetta la quotazione in Borsa. L’ha confermato direttamente il presidente Antonio Mangia durante l’inaugurazione dell’Himera Beach Club, la nuova struttura sulla costa nord della Sicilia, a pochi chilometri da Cefalù. Acquisito a luglio 2018 e totalmente ristrutturato in tempi record per essere pronto all’apertura della stagione, per un investimento complessivo di 12 milioni di euro, il villaggio è immerso in un rigoglioso giardino e affaccia sulla spiaggia di sabbia privata.

Un fresco design mediterraneo contemporaneo, curato dallo studio Ciani, caratterizza gli ambienti comuni e le 149 camere, per un totale di 400 posti letto al completo. Il complesso comprende inoltre piscina, solarium, anfiteatro esterno, bar, discoteca, sala riunioni, area giochi per bambini e ristorante con terrazza esterna che propone il meglio della cucina isolana.

«Questa struttura – sottolinea Mangia – si appresta a divenire un nuovo simbolo di eccellenza del turismo siciliano e testimonia il nostro costante impegno verso la qualità che contribuisce alla valorizzazione dell’intero territorio».

Con l’Himera Beach Club salgono a 14 le strutture alberghiere di Aeroviaggi tra Sicilia e Sardegna, per oltre 9.000 posti letto e una previsione di un milione di presenze complessive entro fine anno, che avvicina il traguardo dei 100 milioni di fatturato. Obiettivo più che plausibile, visto che buona parte delle strutture è quasi sold out.

Dati che confermano la posizione di leadership dell’operatore per posti letto nelle Isole e tra le prime dieci catene alberghiere italiane. Inoltre, nel periodo aprile-ottobre dello scorso anno, il Gruppo ha anche operato una media di 32 voli charter a settimana.

Nel 2018 il fatturato del gruppo è stato di 89,8 milioni di euro, di cui il 69% deriva dal mercato francese e il 31% da quello italiano.

Alla base di questi risultati c’è la formula innovativa del tour operator integrato che prevede: pacchetti turistici realizzati interamente dal gruppo che comprendono il soggiorno nelle strutture di proprietà e il trasporto aereo charter; complessi alberghieri concentrati su due destinazioni, Sicilia e Sardegna; commercializzazione B2B esclusivamente sui mercati di Italia e Francia.

«La concentrazione geografica su Sicilia e Sardegna è una scelta strategica – precisa Mangia – che ci permette un’ottimizzazione delle risorse e la realizzazione di economie di scala a beneficio della competitività dell’offerta. In questo modo operiamo su tre hub aerei, Palermo, Catania e Olbia, con arrivi settimanali di voli charter che ci consentono da un lato di disporre dei posti sufficienti alla domanda della nostra clientela, dall’altro di facilitare i collegamenti con Sicilia e Sardegna e ottenere vantaggi economici. Un’innovazione che abbiamo introdotto oltre 30 anni fa, quando c’era il monopolio dei cieli di Alitalia e Air France e noi con il charter offrivamo voli che costavano la metà: è stata la chiave del nostro successo e tuttora operiamo 15 voli settimanali da tutta la Francia».

Oltralpe Aeroviaggi è presente con un ufficio commerciale, ma i pacchetti sono commercializzati soprattutto dai grossi tour operator come Tui e Thomas Cook, che si è aggiudicato l’esclusiva per la Francia dell’Himera Beach Club, già praticamente sold out per l’intera stagione con il brand Jetours.

Mentre la stagione parte con il vento in poppa, il presidente Mangia, che pare non sia proprio tipo da riposare sugli allori, sta già pensando alla prossima mossa, anzi, più di una. «La Puglia è il mio sogno – dice – ma per ora è difficile realizzarlo. Eravamo interessati al Cale d’Otranto, ma è stato venduto allo Stato che al momento non intende privatizzarlo. Speriamo, perché ci terrei davvero molto alla Puglia. Stiamo pensando anche all’ex Valtur di Favignana, il problema è che non c’è acqua dolce, l’isola è complicata, ma è richiesto dal mercato. E poi c’è il progetto nelle Madonie per la realizzazione di una struttura alberghiera di 100 camere a Gerace Siculo con centro benessere e termale, un altro sogno che spero di realizzare presto».

E alla Borsa non ha mai pensato, presidente? «Ci stiamo pensando – ammette – anzi, stiamo avviando la procedura». E anche il sogno più grande potrebbe diventare presto realtà.

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Maria Grazia Casella
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