Aeroporti italiani da record con 185,7 milioni di pax

Aeroporti italiani da record con 185,7 milioni di pax
25 gennaio 07:00 2019 Stampa questo articolo

Per il quinto anno consecutivo gli aeroporti italiani bruciano un altro record toccando, nel 2018, i 185,7 milioni di passeggeri e 1,6 milioni di movimenti aerei, consolidando così il trend di crescita che si attesta su quasi un +6%, in linea con gli ultimi anni. Si tratta del consuntivo di Assaeroporti che rileva inoltre come la crescita sia stata principalmente trainata dal traffico internazionale, che ha superato i 121 milioni di passeggeri, pari a un un incremento del 7,2% rispetto al 2017. All’interno di questo segmento, si segnala anche una crescita del 5,6% per il traffico Ue e del 13,2% per quello extra Ue.

In termini di traffico passeggeri, tra i primi dieci aeroporti italiani figurano Roma Fiumicino, Milano Malpensa, Bergamo, Venezia, Catania, seguiti dagli scali di Napoli, Milano Linate, Bologna, Palermo e Roma Ciampino. Altro dato di rilievo riguarda i cosiddetti scali minori, perchè crescono a doppia cifra gli aeroporti di Genova (16,5%) e Bolzano (14,3%).

Sempre in riferimento ai passeggeri trasportati, si segnalano, infine, i risultati raggiunti dal sistema aeroportuale romano (Fiumicino e Ciampino) che lo scorso anno ha toccato i 48,8 milioni di passeggeri e dal sistema aeroportuale milanese (Malpensa e Linate) con 34 milioni di pax. Considerevole anche il dato di traffico registrato dal polo aeroportuale del nord est (Venezia-Treviso-Verona-Brescia) con 18 milioni di utenti, mentre il sistema della Sicilia orientale (Catania e Comiso) ha fatto segnare 10,4 milioni di passeggeri ed è certamente perfomante il dato della rete pugliese (Bari, Brindisi, Foggia e Taranto) con 7,5 milioni di pax.

A conti fatti, secondo Assaeroporti, il trasporto aereo nel nostro Paese continua a crescere a tassi sostenuti e addirittura superiori alla media europea, dimostrando l’appetibilità del mercato italiano in un contesto fortemente competitivo. I nostri aeroporti non operano ormai più in regime di monopolio, ma stimolano e intercettano flussi di passeggeri e merci a livello europeo e internazionale, determinando importanti ricadute economiche, con un’incidenza del settore sul Pil nazionale del 3,6%.

E, in prospettiva, l’evoluzione del traffico aereo dei prossimi anni – sempre secondo gli analisti di Assaeroporti – sarà rapidissima: le stime Iata prevedono il raddoppio dei passeggeri mondiali nei prossimi due decenni e in tale contesto, si legge nella nota a margine del consuntivo, è necessario che politica e operatori di settore adottino strategie a lungo termine, non solo per affrontare la prevista saturazione dello spazio aereo e della capacità infrastrutturale, ma soprattutto per non perdere terreno e assicurare al nostro Paese una collocazione significativa nel grande flusso degli scambi internazionali.

A tal proposito, il presidente di Assaeroporti Fabrizio Palenzona aggiunge: «Per proseguire il percorso virtuoso intrapreso solo pochi anni fa è necessario continuare a investire nelle infrastrutture e nell’intermodalità, con sempre maggiore attenzione rivolta alla sicurezza, alla qualità dei servizi e alla sostenibilità ambientale. Le infrastrutture aeroportuali necessitano di programmazione a lungo termine, per cui le decisioni prese oggi sono determinanti per massimizzare la capacità di accogliere l’enorme mole di traffico aereo che il mercato prevede e, con essa, la crescita di posti di lavoro e di valore per il Paese».

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