Advunite a Garavaglia: “Vogliamo fatti, non parole”

Advunite a Garavaglia: “Vogliamo fatti, non parole”
15 Settembre 10:05 2021 Stampa questo articolo

“Caro ministro basta esternazioni, vogliamo fatti non parole”. A scrivere è Advunite, che in una nota spiega come “ancora una volta si è persa un’occasione in quanto il ministro Garavaglia, invece di prendere spunto dalle parole dei colleghi delle altre associazioni, dalla manifestazione dell’8 settembre, continua a esternare cose che ci lasciano basiti mentre intere famiglie saranno costrette a breve a ricorrere alla Naspi in quanto terminerà la cassa integrazione”.

Ma per l’associazione guidata da Cesare Foà, ulteriore problema sarà “l’arrivo del nodo voucher Alitalia, e successivamente dei tour operator tutti senza liquidità e impossibilitati a rimborsare le agenzie e i clienti finali; a breve terminerà la cassa integrazione e i nostri collaboratori saranno licenziati ricorrendo alla Naspi; arriveranno le prossime scadenze fiscali che gli imprenditori non avendo guadagnato non potranno pagare e tutto questo perché ci viene negato il diritto al lavoro”.

Un diritto, prosegue Advunite, che negli altri Paesi non viene negato perché possono viaggiare, con cautela e in sicurezza. È inutile dire che anche le associazioni hanno fallito non facendo fronte comune, ma il governo così facendo sta facendo fallire il sistema turismo, il settore economico più forte in Italia. C’è’ da dire che si è guardato solo in un’unica direzione privilegiando gli albergatori che sono stati sostenuti con aiuti corposi a differenza delle agenzie di viaggi che, ad oggi, stanno ancora aspettando. Ci sono pochissime realtà agenziali che si sono arricchite con importi altissimi che non avrebbero mai avuto come imprese (10%), ma la gran parte non ha avuto nulla (il 15 %) o poco meno di 25.000 euro ( il 45%) o al di sotto degli 80.000 euro ( in totale il 90 %)”.

“Non è facile resistere dopo 21 mesi di non lavoro, di false attese anche perché l’Italia, il prodotto per eccellenza, ha fallito la prova del 9 con strutture non all’altezza e prezzi aumentati, con posizioni dominanti che dettavano le condizioni.Una dolce agonia ci aspetta da qui ai primi di ottobre con le dichiarazioni forti e non corrette. Ministro Garavaglia, ascolti le imprese e ci dia la possibilità di intraprendere nuovamente il nostro lavoro”, conclude l’associazione delle agenzie di viaggi.

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