Viaggi d’affari, Italia all’arrembaggio

Viaggi d’affari, Italia all’arrembaggio
26 aprile 07:00 2018 Stampa questo articolo

Il peggio è passato e la crisi è ormai alle spalle: soprattutto per i viaggi d’affari, con l’Italia che esprime tra i migliori sentiment positivi riguardo il futuro. Lo conferma l’AirPlus Travel Management Study 2018 – un’indagine che ha coinvolto 870 travel manager e 2.180 viaggiatori d’affari in 24 Paesi – secondo cui la percentuale di gestori del business travel che prevedono un aumento dei viaggi prenotati da parte delle rispettive aziende è salita a livello mondiale, toccando il 35%. In modo simile, coloro che si aspettano una riduzione dei viaggi sono diminuiti, arrivando fino all’8%.

Era dal 2009 che non si registrava un dato così basso, segno che la fiducia è ormai tornata. Tra i 24 Paesi, in particolare, è l’India ad avere la maggior percentuale di travel manager (77%) e viaggiatori d’affari (70%) che prevedono un incremento dei viaggi, in linea con le cifre fornite dalla Global Business Travel Association. Il Belgio è l’unico Paese in tutto il mondo dove sono più i viaggiatori che prevedono una flessione (25%) che un aumento (17%) dei viaggi di lavoro.

Per quanto riguarda l’Italia, invece, se nel 2017 il mercato dei viaggi d’affari delle imprese è cresciuto di circa un milione – arrivando a quota 30,8 milioni di trasferte – con una spesa di quasi 20 miliardi di euro (fonte Osservatorio Nova 2018), i risultati dell’AirPlus Travel Management Study dimostrano un generale ottimismo anche per il 2018. Il 30% degli addetti al business travel managemnt si aspetta un aumento dei viaggi aziendali, mentre praticamente nessuno (2%) prevede un calo. La percentuale è inferiore alla media mondiale, a eccezione della Turchia. Le cifre sono positive anche per i viaggiatori d’affari intervistati: il 41% prevede di viaggiare di più nei prossimi 12 mesi, mentre solo il 5% ha in programma di effettuare meno trasferte nel prossimo anno.

«Sia in economie in espansione, come quelle emergenti, sia in Italia, dove tutti gli indicatori economici sono in miglioramento, gli operatori del settore confidano in un incremento dei viaggi d’affari. Si registra, invece, un maggior pessimismo nel Regno Unito, a causa dell’incertezza dovuta alla Brexit», ha detto Robert Kern, managing director & member of the management board di AirPlus International.

Preoccupa l’aumento delle spese di viaggi a livello mondiale, con particolare riferimento ai voli aerei: il 41% del campione sa di dover mettere a budget maggiori spese per i voli, mentre sono meno coloro che temono aumenti delle spese di hotel (36%), autonoleggi (24%), meeting e convention (23%) e viaggi in treno (19%).

Ma quali sono le tendenze che influiscono maggiormente sul business travel? Tra i trend in evidenza ci sono: digital authentication (tutto ciò che semplifica il viaggio attraverso la tecnologia), virtual payment (le nuove opzioni di pagamento, flessibili e sicure, che consentono l’integrazione di tutte le spese in un unico processo) e, infine, la virtual travel assistance. Che si tratti di prenotare biglietti aerei, camere d’albergo o pianificare l’itinerario di viaggio, è l’assistenza virtuale, infatti, che gioca un ruolo innovativo e disruptive. Se il viaggiatore gode di un supporto continuo e in tempo reale, infatti, l’azienda beneficia di una sostanziale riduzione dei costi.

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Giorgio Maggi
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