Uvet pigliatutto incalza Alpitour

Uvet pigliatutto incalza Alpitour
09 agosto 07:00 2017 Stampa questo articolo

«Siamo ancora piccoli, ma stiamo crescendo». L’ultima occasione in cui l’ha ribadito, è stato a fine luglio, a Milano, per dare l’annuncio dello sbarco prossimo venturo alla guida di Blue Panorama. «Siamo rimasti gli unici in corsa per l’acquisizione della compagnia, se tutto va come dovrebbe andare il closing potrebbe avvenire già in autunno», ha detto il presidente del Gruppo Uvet, Luca Patanè, ormai sempre più lanciato verso la chiusura del cerchio di quell’integrazione verticale che, nell’industria del turismo made in Italy, continua a rappresentare un mezzo miraggio, se si pensa che Tui ha volumi di quattro volte superiori a quelli di Alpitour.

«Siamo cresciuti sempre a piccoli passi, ma il mercato ci ha sempre dato ragione», ha proseguito sottolineando come, dopo l’acquisizione di Settemari, la sfida non sarà solo quella, già molto impegnativa, del vettore aereo. «A breve verrà annunciata l’entrata di una quinta struttura nella catena alberghiera del Gruppo, che sarà milanese, sempre con la logica della gestione come le altre». L’obiettivo – è stato detto in un’altra occasione – è quello di raggiungere le 20 strutture gestite entro 4 o 5 anni, in «modo da arrivare a un pieno controllo di tutta la filiera turistica, permettendoci di offrire pacchetti ad hoc per i nostri clienti, dal viaggio fino alla struttura».

Un traguardo non troppo distante dall’essere raggiunto, se si pensa anche alla Olta FlyUvet e ai network del Gruppo, sia leisure che business. Intanto, dall’agenzia di viaggi di famiglia che a fine anni Ottanta poteva contare su una quarantina di persone, il Gruppo con il nome Uvet è arrivato oggi a contare 1.100 dipendenti con un ebitda previsto a fine 2017 vicino ai 20 milioni di euro.

E la tentazione, prima o poi, di riuscire a insidiare il primato di Alpitour potrebbe non essere più così lontana (per quanto smentita). «Ho costruito tutto io, senza ricorrere a fondi di investimento. Anche Settemari è stata acquistata utilizzando la cassa», ha ricordato Patanè, che ha detto di voler proseguire su questa strada anche per la vicenda Blue Panorama.

E se nel recente passato di aggregazioni verticali se ne sono già viste (ma solo parziali), forse l’esempio a cui pensare nel caso di Uvet è quello dei Viaggi del Ventaglio (quello originale): non a caso l’unico Gruppo capace, nei suoi anni migliori, di insidiare il colosso torinese. Grazie a un’intuizione di business che poggiava su un’integrazione verticale in piena regola: un tour operator, due compagnie aeree come Livingston e Lauda Air, villaggi di proprietà e strutture alberghiere in gestione, e dulcis in fundo, una rete distributiva che, accanto ai VentaPoint, vedeva Network Venture Spa, società nata nel 2002. Con Uvet American Express a controllarne il 65% del capitale.

L'Autore

Giorgio Maggi
Giorgio Maggi

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