Turismo, non è un mestiere per “vecchi”

Turismo, non è un mestiere per “vecchi”
16 marzo 13:00 2017 Stampa questo articolo
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Sempre più under 40 lavorano nel mondo del turismo, settore che pesa sempre di più nei dati dell’economia italiana. È questa la fotografia realizzata dall’VIII rapporto dell’Osservatorio sul Mercato del lavoro pubblicato dall’Ebnt (Ente bilaterale nazionale del turismo) ed elaborato su dati Federalberghi-Fipe.

Il settore in Italia ha raggiunto l’11,8% del pil nazionale garantendo 3,1 milioni di unità di lavoro per un giro d’affari complessivo di 171 miliardi di euro. Oltre 964mila lavoratori e 171mila aziende rappresentano la forza del comparto composto da alberghi, campeggi, bar, ristoranti, stabilimenti balneari e termali, discoteche, agenzie di viaggi e parchi divertimento.

Ma sul settore pesa fin troppo la periodicità, poiché tra bassa stagione (da novembre a marzo) e alta stagione (da giugno a settembre), la differenza media dell’occupazione quantificabile è pari a 275 mila unità.

Nel profilo tracciato dal rapporto, il lavoratore nel turismo è prevalentemente under 40 ( oltre il 70%) mentre gli over 60 non arrivano al 10%. Nella disamina geografica Puglia, Calabria e Sicilia sono le regioni con la maggiore incidenza degli under 40: oltre sette dipendenti su dieci hanno infatti meno di quarant’anni.

I lavoratori più «maturi» sono  presenti invece nelle imprese della Lombardia e dell’Emilia-Romagna. Forte l’incidenza femminile che supera il 65% , con una vistosa predominanza nelle agenzie di viaggi e stabilimenti termali, dove superano il 75%.

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