Tutti vogliono il ministero del Turismo

Tutti vogliono il ministero del Turismo
15 maggio 13:22 2018 Stampa questo articolo

La previsione di un ministero del Turismo, anche senza portafoglio, sarebbe contenuta nel programma del nuovo governo. Un’ipotesi che mette d’accordo tutti: da Astoi a Federturismo, passando per Assomarinas, Federterme e Confindustria Alberghi.

«Se così fosse, verrebbe finalmente riconosciuta pari dignità e autonomia a un settore realmente strategico per il nostro Paese – dichiara Nardo Filippetti, presidente di Astoi Confindustria Viaggi – L’aver incardinato in passato il turismo nel ministero dei Beni e delle Attività culturali ha, di fatto, depotenziato lo sviluppo di un settore che ha bisogno, invece, di un’interlocuzione specifica. In questi anni la nostra associazione, che rappresenta oltre il 90% del mercato dei tour operator italiani, quindi aziende che svolgono attività sia outgoing che incoming, ha percepito un’evidente disattenzione verso il comparto. Siamo ora in attesa dell’ufficialità della notizia, augurandoci che gli impegni assunti vengano mantenuti».

L’inserimento del turismo tra le priorità del nascente governo è stato accolto in positivo anche da Gianfranco Battisti, presidente di Federturismo Confindustria: «Il turismo contribuisce per più del 12% al PIL con prospettive di crescita di fatto precluse oggi a molti settori produttivi maturi, porta sviluppo, occupazione e investimenti con tassi di crescita stabili superiori al 4% annuo. Sarebbe un fatto inedito e grave che le uniche due forze politiche che si sono presentate alle elezioni con un vero progetto strategico sul turismo, Lega e M5S, lo togliessero dalla lista delle priorità condivise su cui lavorare nei prossimi anni».

«L’ipotesi di un Ministero ad hoc è un segnale importante – aggiunge Giorgio Palmucci, presidente di Confindustria Alberghi – Si riconosce, di fatto, il ruolo strategico del comparto e le sue potenzialità. Con oltre il 12% del Pil nazionale e con indicatori a lungo termine che mostrano una domanda in forte crescita, il settore può dare un apporto importante e nuovo slancio all’economia del Paese».

Infine, ulteriori consensi arrivano anche da Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federterme: «In questo momento particolare servono politiche intelligenti, che facciano leva sulla capacità di interagire delle diverse  branche della Pubblica amministrazione. Ecco perché il turismo non può essere lasciato ancora alla competenza di un Ministero che non si è dimostrato in grado di affrontare positivamente le sfide che il mercato turistico mondiale ci imponeva e saremo sempre più chiamati ad affrontare. Per fortuna sembra farsi strada, nel dibattito sulla formazione del nuovo governo, l’idea di prevedere la figura del ministero del Turismo o, come mi sembrerebbe più giusto, delle Politiche Turistiche».

 

 

L'Autore

  • brus

    dividere il turismo dalla cultura non ha nessun senso, perchè le due cose vanno insieme, l’una non può far a meno dell’altra, Palmucci di confindustria alberghi è solo un albergatore, e non ha nessuna visione di cosa voglia dire turismo nel suo insieme, non è con un Ministero da solo sul turismo, senza portafoglio che si sviluppa il turismo in Italia, il turismo è un insieme di elementi, principalmente è cultura, ma è servizi, è organizzazione del tempo libero, è qualità nell’ospitalità, è cibo, è artigianato. Sarebbe ora che confindustria la smettesse di parlare di turismo con una visione limitata da Oste, iniziassero a migliorare la qualità dell’offerta e dei servizi nell’ospitalità, iniziassero a fare bene il loro lavoro, con un giusto rapporto qualità prezzi.