Roma, giunto al termine il “Festival del verde e del paesaggio”

24 Maggio 14:28 2018 Stampa questo articolo

Si è chiusa con un grande successo di pubblico l’VIII edizione del Festival del verde e del paesaggio, in programma ai giardini pensili dell’Auditorium Parco della Musica di Roma:  25mila mq di esposizione per terrazzi, balconi e giardini, in pratica una passeggiata di oltre un chilometro tra fiori, piante, paesaggi, incontri, lezioni, moda, musica e teatro. Come ogni anno il festival ha offerto una selezione di piante di ogni genere, dagli agrumi antichi e moderni alle orchidee rare, dalle orticole dimenticate ai fiori commestibili; e ancora: una scelta vastissima di rose – moderne, antiche, rampicanti, inglesi, cinesi – e di piante aromatiche, ortensie, agapanthus, gerani odorosi, papaveri, bonsai, piante carnivore e tante altre meraviglie.

Festival del Verde e del Paesaggio Auditorium Parco della Musica RomaMolte le novità di questa edizione, come il mattone in terra fertile, vero semenzaio per micro orti di città; fioriere modellate al laser; una biocasa tecnologica, serre bioclimatiche e biostufe in ceramica a forma di cactus; ma anche panchine e fontanelle in ghisa, barbecue, arredi d’epoca. E poi la scuola di giardinaggio (a cura della Scuola del verde), con lezioni tenute da giardinieri professionisti, architetti del paesaggio, vivaisti, agronomi. Tanti anche i laboratori dedicati ai bambini dai 4 ai 12 anni, protagonisti di un minifestival dove imparare a fare un orto, a dipingere con la curcuma, le rape rosse, gli spinaci, le carote, il curry e la cioccolata, a riconoscere le erbe che crescono in un prato e gli alberi in un bosco, a costruire un erbario per conservare le piante.

Tra le installazioni che hanno accolto i visitatori, La Soglia, giardino progettato dai giovani paesaggisti del corso di Progettazione del paesaggio di II livello promosso dall’associazione Simonetta Bastelli; Il giardino che scotta tra cactus e succulente rare a basso impatto idrico; il progetto Orto archeologico, per coniugare l’esperienza degli ortaggi a km0 con la storia.

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Cristina Melis
Cristina Melis

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