Palmanova Outlet Village: russi sul podio mentre avanzano gli israeliani

Palmanova Outlet Village: russi sul podio mentre avanzano gli israeliani
16 aprile 07:00 2018 Stampa questo articolo

È la Russia il primo mercato per Palmanova Outlet Village, la cittadella dello shopping di Land of Fashion in Friuli Venezia Giulia. I dati 2017 relativi agli acquisiti tax free, infatti, vedono gli acquisti dai turisti russi incrementare del 4,8%, confermandosi la prima destinazione incoming. Anche i dati regionali decretano l’exploit della Russia, con +32,4% negli arrivi e il +18,2% nelle presenze.

Giada-Marangone-Palmanova-Outlet-Village«Pesa per quasi il 40% sul volume di spesa totale tax free. Anche altri mercati lontani aumentano le quote: la Cina cresce del 25% con un potenziale molto alto di espansione dei ricavi», afferma Giada Marangone, marketing manager di Palmanova Outlet Village.

Tra marchi italiani della moda e del design ed esperienze di turismo nell’area con i cinque siti Unesco della regione  – Cividale del Friuli, Dolomiti friulane, Aquileia, Palmanova, la città-fortezza da cui prende il nome e situata a tre chilometri dal village, e Palù – il territorio ha diversi elementi di attrattività.

«È volontà del board del village promuovere il patrimonio artistico e contribuire a valorizzare quello che per il Friuli Venezia Giulia è un cluster importante come il turismo culturale», aggiunge Marangone. Turismo lento e cicloturismo sono altri focus sui quali si sta investendo e che si sposano con un’esperienza di shopping, a completamento di un’offerta che spazia dalle alte cime delle Alpi Carniche al mare di Lignano, Grado e Trieste.

In uno scenario complessivo che vede gli outlet italiani aumentare il valore degli scontrini dell’11% e Milano come la prima piazza per lo shopping con 33% del market share (sempre relativamente alle spese fuori campo euro), seguita da Roma con il 17%, Udine si difende attraendo turisti anche da aree emergenti come Israele. «Per quanto riguarda Palmanova Outlet Village, la crescita degli israeliani sul 2016 è pari al 50%, un target da monitorare considerate le caratteristiche di alto profilo dei consumatori», conclude la manager.

Israele è, infatti, di grande interesse per gli operatori italiani del settore vista la propensione al viaggio e al turismo culturale. Gli israeliani dispongono di elevate disponibilità economiche, la spesa media procapite per biglietti aerei è fra le più alte al mondo e nutrono un altissimo apprezzamento per l’Italia. Oltre al periodo estivo, le principali festività ebraiche si svolgono generalmente in momenti dell’anno considerati come periodi di bassa stagione per il nostro Paese.

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