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Giornale del 03 Novembre 2016 - Speciale Viaggi di Nozze - sfoglia il giornale

Matrimoni all'italiana: business da 320 milioni

Speciale Viaggi di nozze

03-11-2016 NUMERO: 31

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Sono oltre 7mila le nozze di stranieri celebrate in Italia nel 2015, e anche quest’anno la tendenza sembra consolidarsi. Se si considera che nel 2010 erano poco più della metà, si spiega anche il successo di manifestazioni come la Borsa del matrimonio in Italia, che quest’anno si terrà a fine novembre al Salone delle Fontane a Roma, dove convergeranno circa 50 buyer provenienti da mercati-chiave come Regno Unito, Russia, Cina, Usa e Brasile e quasi 100 seller tra wedding planner, catene alberghiere, fornitori di addobbi floreali, di servizi video-fotografici e di catering. Un settore di nicchia che, però, ogni anno fattura circa 320 milioni di euro, assicurando circa 1,2 milioni di pernottamenti l’anno.

A rendere appetibile questo business sono le enormi potenzialità non ancora sfruttate dall’Italia e dai nostri operatori. Secondo l’Insights Market Research di Dubai, nel mondo 1 matrimonio su 4 viene celebrato all’estero e il mercato globale vale 298 miliardi di dollari, di cui 71 miliardi sono spesi nelle destination wedding. Inoltre, la spesa media che le coppie straniere sono disposte a investire è di circa 51mila euro.
«È un business tutto da sviluppare – osserva Germano Gaudenzi, artefice di Wedding Scenario, network di fornitori di servizi d’eccellenza per le nozze – tenendo conto delle peculiarità di ogni singolo mercato. La forza della nostra rete è proprio quella di assicurare il meglio del made in Italy per ogni singola voce, dalla destinazione alle accomodation, dal make-up artist all’intrattenimento musicale. Tra i nostri partner ci sono brand come Renato Balestra per i vestiti nuziali, che si possono anche solo noleggiare. Ci presentiamo ai t.o. esteri specializzati come un unico referente che assicura un pacchetto di servizi ad hoc. Un sistema-ombrello a cui accedere per fruire di supporti operativi e fare perfino cross-selling». E occorre sfruttare l’appeal dell’Italia se, come si legge in una ricerca di Jfc, l’82% delle coppie straniere sposate in Italia ha poi fatto il viaggio di nozze da noi.

Per Roberta Adoncecchi, responsabile commerciale della Borsa dei matrimoni in Italia, «c’è crescente interesse dai mercati long-haul, dall’India al Giappone. Il wedding tourism è un indotto turistico in espansione che coinvolge, oltre alle strutture ricettive, molte attività commerciali che ruotano intorno al matrimonio e al luxury in generale».
Ma cosa chiedono i clienti stranieri? Anastasia Bizzarri, ex consulente di Amex e ora t.o. specializzato nel segmento wedding negli Usa, spiega: «Tutto ciò che può risultare meno oneroso. E dunque: preparazione dei documenti, vetture di lusso, accessori, hair stylist. Fattori che potrebbero risultare decisivi per orientarli in Italia, tenendo conto che le location scelte dagli americani sono generalmente i Caraibi, o addirittura le crociere».
Ci sono poi i plus vincenti delle location, come spiega Stefania Luppis di Villa Luppis, vicino Pordenone: ex monastero immerso nel verde dove da 26 anni si organizzano matrimoni: «Veniamo scelti soprattutto da appassionati di arte e di storia perché la struttura ha più di 1.000 anni ed è conservata al meglio. Altri punti di forza sono  la cucina con piatti del territorio e la posizione geografica che ci permette di offrire escursioni a Venezia, alle Ville Palladiane e ai castelli friulani». Dunque, anche nel segmento wedding è il made in Italy a fare la differenza.
Andrea Lovelock

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