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Giornale del 27 Ottobre 2016 - Speciale Business Travel - sfoglia il giornale

Se il manager sceglie il self booking

FOCUS BUSINESS TRAVEL

27-10-2016 NUMERO: 30

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Controllo della spesa e rendicontazione efficente, ma non solo. Il futuro dei viaggi d’affari è nei self booking tool. A dirlo è Hrs, che in una recente indagine ha messo in evidenza come (anche) il mondo del business travel stia crescendo grazie al digitale e a tutte le sue declinazioni. La dimostrazione sta nel fatto che, se anche la maggior parte delle aziende (68%) utilizza ancora tmc e agenzie di viaggi esterne per le prenotazioni, i canali online sono ormai diventati patrimonio dei travel manager (81% dei casi).

La cosa più facile è ricorrere alle prenotazioni web, afferma il campione intervistato, anche se circa un manager su cinque preferisce utilizzare uno strumento di prenotazione professionale. Il motivo? La riduzione del tempo dedicato alla gestione delle trasferte.
«I self booking tool rappresentano il futuro – afferma Marco D’Ilario, managing director di Hrs Italia – e ad oggi hanno registrato un tasso di penetrazione nel centro-nord Europa pari al 50%. Hrs è integrata con i più diffusi self booking tool internazionali e con quelli sviluppati localmente da tmc come Uvet e Cisalpina. Attraverso queste integrazioni, riusciamo a migliorare il contenuto disponibile sia per ampiezza degli hotel disponibili, sia per la migliore customer experience dei travel manager e degli utilizzatori».


Proprio chi viaggia, infatti, è spesso più all’avanguardia rispetto alle aziende, tanto che al 42% delle società sono arrivate richieste da parte dei propri dipendenti per poter utilizzare gli strumenti online, con solo il 25% di queste che ne permette l’utilizzo. Niente di cui stupirsi – sottolinea  Hrs – perchè è evidente che due degli ultimi trend come la consumerization e il bleisure non sono ancora entrati tra le priorità dei travel manager italiani.

 

Solo il 5% di loro, infatti, dichiara di gestire nel processo di prenotazione anche attività di svago o giorni extra-lavorativi, mentre l’81% sottolinea come i dipendenti non ne abbiamo mai fatto richiesta, ammettendo al contempo (14%) come gli stessi dipendenti spingano per introdurre il bleisure nella travel policy.
 
Risultato: il 14% delle aziende apre alla sharing economy nel proprio travel management, utilizzando gli acquisti di pernottamenti come Airbnb (10%) e di trasporti come Uber (4%). Infine, i responsabili della gestione dei viaggi d’affari ricorrono a strumenti digitali per il controllo della spesa (53%) e per una contabilizzazione che riduca i tempi amministrativi (52%). Dai sistemi di pagamento elettronico (89%) a quelli per la rendicontazione delle spese (68%) fino ai tool informatici in grado di monitorare e analizzare le spese delle missioni (67%).


Il digitale, infine, ha rivoluzionato anche l’ospitalità, soprattutto per quanto riguarda il Customer Care. Un’attività realizzata nell’84% dei casi, e sempre più basata sulle recensioni online. Il 94% delle strutture si preoccupa, infatti, di raccogliere opinioni dai propri clienti tramite la lettura delle recensioni sui siti che le integrano (86%) o sui social (41%), a cui viene risposto nel 55% dei casi quando queste sono negative, e per il 45% quando sono positive. Il 45% degli hotel, poi, incoraggia i clienti a pubblicare recensioni, mentre perde quota la compilazione di questionari di valutazione (25% nel 2016 contro il 31% dell’anno precedente).

Giorgio Maggi

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