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Giornale del 21 Gennaio 2013

Con il piano di Gnudi 500mila posti di lavoro in più

ITALIA

21-01-2013 NUMERO: Giornale Online

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Il Consiglio dei Ministri ha espresso “apprezzamento” sul Piano Strategico per il Turismo del ministro Gnudi, e già passato al vaglio delle Regioni. Il piano, realizzato per 35mila euro dalla società di consulenza Boston Consulting, prevede nel breve-medio termine – fra 3 e 5 anni – oltre 60 azioni su sette diverse linee guida. Per creare, entro il 2020, 500mila nuovi posti di lavoro, e far crescere da 134 a 164 miliardi il contributo del turismo al Pil.


Sette linee guida


Vi si prospettano oltre 60 azioni concrete per affrontare le molte debolezze del comparto, in base a sette linee guida: ridefinizione della governance di settore con un rafforzamento del ruolo del Ministro del Turismo;  rilancio dell’Enit (Agenzia nazionale per il turismo); miglioramento dell’offerta: focus su 1-2 nuovi grandi poli al Sud o nelle Isole, creazione di 30-40 nuovi poli complessivi con priorità ai segmenti affluent e Bric;  riqualificazione delle strutture ricettive e consolidamento del settore;  trasporti e infrastrutture: intervento sul piano aeroporti e collegamenti intermodali; formazione e competenze: riqualificazione dell’istruzione turistica e rilancio delle professioni (dalle superiori al post-laurea);  investimenti internazionali: attrazione tramite incentivi fiscali e burocrazia zero.


Le azioni da avviare sono classificate anche in base alla velocità/complessità di esecuzione e al loro impatto economico sul settore. Molte tra quelle immediatamente realizzabili possono essere completate già entro i primi 3 mesi dall’approvazione.




500mila nuovi posti di lavoro


Secondo stime prudenziali, l’attuazione completa del piano entro il 2020 potrebbe produrre 500mila nuovi posti di lavoro (per un valore stimato tra 2,2 e 2,7 milioni); incremento di 30 miliardi del contributo al Pil del settore turistico (da 134 a 164 miliardi); in particolare questo risultato si otterrebbe con l’incremento dei ricavi da turismo internazionale, che passerebbero da 44 a 74 miliardi, mentre gli obiettivi del piano prevedono una sostanziale tenuta del turismo nazionale che resterebbe a 90 miliardi.



 

Una parte rilevante del Piano è dedicata alla valorizzazione dei territori con la promo-commercializzazione delle tipicità locali. Il documento ha comunque raccolto alcune obiezioni e “distinguo” dalle Regioni: pochi giorni fa il coordinatore degli assessori regionali al turismo, Mauro Di Dalmazio, dopo aver espresso «apprezzamento per l’arrivo in CdM del Piano strategico, provvedimento che riguarda il futuro del turismo», ha auspicato che «vengano recepite le osservazioni delle Regioni, altrimenti sarebbe solo un piano unilaterale».


Il piano sarà discusso con gli operatori del settore in occasione dell’inaugurazione della Borsa Internazionale del Turismo (BIT) il 14 febbraio nei padiglioni di fieramilano a Rho.

Andrea Lovelock
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