Norwegian, scricchiola il modello low cost lungo raggio

Norwegian, scricchiola il modello low cost lungo raggio
14 luglio 14:08 2017 Stampa questo articolo

La regina del lungo raggio low cost Norwegian Air mostra i primi segnali di difficoltà, tutti economici e finanziari al momento, ma proprio per questo per niente trascurabili. Prima un repentino crollo in borsa, poi le dimissioni del direttore finanziario e per ultimo, ma non meno importante, i risultati negativi del secondo trimestre.

Le azioni di Norwegian Air alla Borsa di Oslo, infatti, hanno perso il 19% nel giro di una sola settimana. Un risultato preoccupante che fa il paio con l’annuncio di Bjorn Kjos, ceo della compagnia aerea, sui risultati finanziari del secondo trimestre che hanno visto diminuire i ricavi rispetto allo scorso anno a fronte di un aumento del 12% dei passeggeri trasportati.

Così Kjos ha dovuto rispondere a Preferente.com, ponendosi sulla difensiva: «Alcune voci che hanno avuto un forte impatto negativo sui nostri risultati finanziari: i costi addizionali per il leasing degli aerei, il prezzo del combustibile e le tasse sui viaggiatori che vengono applicate in Norvegia».

Il vettore ha tenuto a precisare che le basi di Londra Gatwick e Oslo stanno performando molto bene, senza comunicare ulteriori dettagli, mente il load factor si è attestato intorno all’88%. Un buon risultato rispetto alle compagnie classiche, ma non soddisfacente se paragonato al 96% di Ryanair o ai fattori di riempimento di altre compagnie low cost.

Sempre la scorsa settimana però, la notizia delle dimissioni immediate di Frode Foss, direttore finanziario della compagnia da 15 anni, ha causato un ulteriore caduta (-8%) delle azioni di Norwegian sui mercati finanziari. Secondo voci di corridoio, inoltre, le dimissioni di Foss sono legate alle difficoltà incontrate dai vertici di Norwegian nell’elaborazione di un modello economicamente sostenibile.

Un piano di espansione eccessivamente ampio, le resistenze (prima) e la concorrenza (poi) messe in campo dai vettori legacy – Level ed Eurowings su tutte –, l’eccessivo indebitamento della società: sono questi i nodi irrisolti che gli stessi investitori hanno rimproverato al management di Norwegian, mettendo in risalto i rischi eccessivi dell’intera operazione.

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L'Autore

Gabriele Simmini
Gabriele Simmini

Giornalista de L'Agenzia di Viaggi Magazine.

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