Messico, l’occasione d’oro del Mondiali 2026 di calcio

14 giugno 12:05 2018 Stampa questo articolo

Il Messico, nel 2026, ospiterà i Mondiali di calcio Fifa insieme a Usa e Canada e sarà l’unico Paese al mondo ad aver organizzato per tre volte la più seguita competizione sportiva. E sarà la prima volta che 48 squadre giocheranno 80 partite in tre Stati diversi, diventando così il più grande torneo della storia. Da parte sua il Messico ospiterà dieci partite in tre città: Guadalajara, Monterrey e Città del Messico.

Per il governo messicano si tratta di un’opportunità unica che dimostra anche la fiducia della Fifa nelle infrastrutture, nella logistica e nella qualità del servizio che il Messico ha da offrire. Secondo uno studio condotto dalla stessa federazione, Messico, Stati Uniti e Canada possono prevedere entrate per 14,3 miliardi di dollari.

Ma è sicuramente la grande chance turistica che non sfugge ai governanti messicani: negli ultimi anni, infatti, il Messico è passato da 15ª destinazione più visitata nel 2013, al sesto posto nel ranking mondiale del 2017, accogliendo circa 39,3 milioni di turisti, con una crescita in cinque anni di oltre il 62%. E questa sarà un’irripetibile occasione di sviluppo turistico-ricettivo soprattutto per le tre città-sede delle partite.

Si parte da Città del Messico, definita dal New York Times la migliore città da visitare nel 2015, con il suo centro storico patrimonio Unesco e un’offerta culturale di 170 musei e 43 gallerie, seconda solo a Londra in numero di musei. Accanto all’offerta culturale c’è, poi, quella gastronomica: dai tipici snack di strada ai ristoranti classificati tra i migliori 50 a livello internazionale.

Medesima opportunità per Guadalajara, seconda città più grande del Paese e nota come la “terra della tequila e dei mariachi”, con pratiche secolari, come la charreria e le danze folkloristiche, ben coniugate con gli elementi più progressisti della città.

Infine Monterrey con la sua offerta turistica in gran parte impostata sulle ricchezze naturali, con i  paesaggi montuosi, come il Cerro de la Silla, il Cerro de las Mitras e La Sierra Madre; e ancora sorgenti termali, musei e siti storici.

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