Lo Skål di Roma promuove i Borghi d’Italia: «A settembre gli Stati Generali»

03 Luglio 16:08 2017 Stampa questo articolo

Oltre 3 milioni di visitatori l’anno con 3 notti di permanenza, eventi di grande richiamo come la recente Notte Romantica (del giugno scorso) che richiamano circa il 45% di viaggiatori under40 e il supporto social di Enit che con l’hashtag #italianvillages ha totalizzato finora 70 milioni di visualizzazione. Sono i  numeri di un’offerta turistica italiana emergente, quella dei Borghi d’Italia, che è finita sotto la lente d’ingrandimento al primo Forum Economic dello Skål International di Roma, sotto la regia del suo presidente, Antonio Percario.

Nel corso di quello che è destinato a diventare un appuntamento annuale per lo Skål della Capitale, operatori e istituzioni hanno esaminato il fenomeno e pronosticato un futuro promettente  con l’affermazione di un vero e proprio brand se si riuscirà a declinare questa proposta di viaggio esperienziale attraverso reti di impresa, prodotti ad hoc e la supervisione del Mibact, con una attenta analisi dei big data.

Gianni Bastianelli, direttore esecutivo Enit lo ha detto molto esplicitamente: «Ormai quella dei borghi è una realtà nel panorama dell’offerta incoming del paese, dobbiamo solo migliorarla e renderla ancora più appetibile. L’Enit ha dato il suo supporto proprio nell’Anno dei Borghi con una promozione mobile, i taxi a Londra, i tram a Bruxelles, la stazione ferroviaria di Vienna e con uno spot proiettato in casa dei maggiori competitor, gli spagnoli, in occasione degli Open di tennis a Madrid. Bisogna crederci perché i borghi sono l’espressione autentica del turismo esperienziale: sono luoghi vissuti, abitati da gente ospitale che regala al viaggiatore una esperienza unica».

Concorde con questa visione anche Umberto Forte, direttore dell’Associazione I Borghi più Belli d’Italia, che ha arricchito il confronto del forum con altri dati di riferimento: «Alla nostra associazione aderiscono oltre 270 borghi e circa 60 sono gli altri borghi che hanno richiesto di aderire, ma la selezione è dettata da parametri che vanno dall’accoglienza alla capacità di attrarre con gli eventi, oltreché dalla diversificazione sul territorio. Siamo ancora molto deboli in Val d’Aosta e Triveneto, ma possiamo crescere ancora. E con il braccio operativo del nostro t.o. possiamo presidiare anche i mercati esteri».

Lo ha confermato proprio il direttore di Borghi d’Italia Tour Network, Rosa Maria Musco, che ha spiegato come «i nostri pacchetti oggi nascono con la priorità dell’aggregazione di servizi e attività che possono fare la differenza e riguardano anche più borghi su un unico territorio, coinvolgendo l’intera filiera dell’indotto turistico. Ora dobbiamo e possiamo presidiare certi mercati stranieri perché siamo finalmente in grado di partire dalla domanda e non più dall’offerta come in passato, conoscendo meglio i nostri target di riferimento». 

E per migliorare la conoscenza del fenomeno borghi Fulvio Giannetti, direttore di Lybra.tech, ha ricordato la valenza e l’efficacia operativa dei big data che «permettono di conoscere abitudini, acquisti, mobilità dei visitatori elaborando milioni di dati che consentono di profilare meglio il potenziale turista interessato all’offerta dei Borghi attraverso le abitudini di viaggio e visite mostrate per ogni singolo mercato».

Un procedimento che vede in prima linea lo stesso Mibact – fortemente intenzionato a fare dei Borghi una best practice anche operativa, procedendo all’analisi del fenomeno,  alla sua promozione e commercializzazione – come ha annunciato Ottavia Ricci, consigliere del turismo sostenibile al Mibact: «Entro settembre verranno convocati gli Stati generali sui Borghi d’Italia che focalizzeranno alcune linee guida o temi strategici come accessibilità, ospitalità e sostenibilità di questa particolare offerta turistica. Ovviamente si tratta di un appuntamento per  gestire al meglio un fenomeno turistico emergente che per rimanere autentico e fruibile deve essere sostenibile, rendendo i visitatori attori principali di un turismo responsabile».

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