Tunisia dalle grandi speranze: 100mila italiani nel 2017

Tunisia dalle grandi speranze: 100mila italiani nel 2017
17 luglio 10:56 2017 Stampa questo articolo

«Ci aspettiamo 100mila italiani per il 2017». È questo l’annuncio del direttore dell’ente del turismo tunisino in Italia, Souheil Chaabani, all’arrivo della delegazione di giornalisti invitata ad assistere all’incontro tra il sottosegretario Mibact, Dorina Bianchi e il ministro del Turismo tunisino, Selma Elloumi a 5 mesi dalla firma del memorandum di collaborazione tra i due Paesi.

Un annuncio che prende in contropiede, perché è difficile credere che un numero così elevato di connazionali continui a recarsi in Tunisia dopo gli attentati del 2015 al Museo del Bardo e sulle spiagge di Sousse. Gli eventi di quell’anno, infatti, hanno provocato una brusca frenata degli arrivi turistici nel Paese per un settore che vale circa il 15% del Pil nazionale. Diversamente da altri mercati europei (francese, tedesco e inglese), però, quello italiano ha stentato non poco a ripartire.

«Molti operatori hanno praticamente eliminato la destinazione dalla programmazione – ha detto Chaabani – questo perché la percezione della Tunisia da parte dei media e degli italiani è sbagliata. Quando gli operatori e le adv vengono qui si rendono conto con i loro occhi che tutto è tranquillo. Il rischio attentati si è ormai esteso a tutto il mondo e continuare ad accostare la Tunisia alla Libia – che non gode di politica interna stabile – non fa che danneggiare l’immagine di un Paese che invece ha investito tanto in sicurezza e controlli nei luoghi pubblici, non solo destinati ai turisti».

Vero. Tanto che all’aeroporto di Tunisi si entra solo dopo aver passato i controlli con metal detector e raggi X a borse e bagagli, indipendentemente se si debba prendere un aereo o solo accompagnare qualcuno e anche per chi arriva il percorso è lo stesso. Le attività di sicurezza sono le stesse anche per entrare in un grande albergo o addirittura in molti supermercati.

«Stiamo investendo tanto in educational, già otto quest’anno, proprio per dimostrare agli addetti ai lavori che il Paese non solo è più sicuro di prima ma è ancora competitivo in termini di prezzo e inoltre sta innalzando gli standard. Non a caso molti grandi gruppi stanno aprendo alberghi, penso al Four Season o a Movenpick. A differenza del Mar Rosso dove molti italiani hanno investito in prima persona, qui sono i locali ad aver fatto la fatica maggiore perciò si è potuta applicare una politica di prezzo più contenuta. Inoltre la filosofia tunisina del turismo è quella di accogliere le persone in un luogo piacevole ma integrato nel tessuto sociale locale, non quella di costruire villaggi nel deserto», sottolinea il direttore.

Cosa fermi allora la ripresa del flusso di italiani, Chaabani lo riassume così: «Il pregiudizio della scarsa sicurezza. Infatti, francesi, russi e tedeschi continuano a far registrare ottimi numeri. Tanto che entro la fine dell’anno contiamo di arrivare alle 6,5 milioni di presenze, un numero vicino ai 7 milioni dell’anno record, il 2010».

I punti di forza della destinazione che è veramente diversificata, grazie al clima mite quasi tutto l’anno, sono la cultura offerta dai musei, un deserto non ostile, spiagge di sabbia finissima e ottimi campi da golf. Cosa fare per far riscoprire la destinazione agli italiani lo spiega Enzo Carella del nuovo Ventaglio, tra i promotori di questo viaggio stampa.

«La Tunisia è sempre stata una destinazione t.o. driven, ma quando questi sono entrati in conflitto con gli operatori locali oppure hanno avuto difficoltà economiche o ancora hanno tentato di rinegoziare gli accordi i tunisini li hanno supportati e aspettati, giustamente, solo fino a un certo punto – ricorda Carella – Questa è la destinazione più competitiva del Mediterraneo, ciò in passato ha portato gli italiani a pretendere un prodotto da prezzo basso, quando invece parliamo di una meta con ottime strutture 4-5 stelle a prezzi eccellenti, trattamenti di talassoterapia e spiagge perfette anche per famiglie. Sono finiti i tempi degli italiani in cerca del villaggetto in Tunisia a 450 euro a settimana all inclusive. L’operatore italiano deve lavorare per recuperare una destinazione da migliaia di clienti soddisfatti con una vacanza “esotica” che magari non pensavano di potersi permettere. Il pregiudizio sulla Tunisia è da parte dai media, non dalle adv che la conoscono perché l’hanno venduta bene per anni».

Eppure le compagnie di crociera stentano ancora a tornare su queste coste e lo stato di emergenza è stato prolungato fino all’ottobre di quest’anno. «È vero – spiega Chaabani – ma è solo questione di tempo: stiamo lavorando con Msc affinché rimetta la Tunisia tra i suoi itinerari. Quanto all’emergenza, è una dicitura che fa più impressione di quanto dovrebbe, è solo un protocollo per eliminare un po’ di burocrazia e permettere a chi vigila sulla sicurezza di farlo in maniera più pronta e immediata».

L'Autore

Valentina Neri
Valentina Neri

Giornalista

Guarda altri articoli