Gartour nove mesi dopo:
la riorganizzazione firmata Ficarra

Gartour nove mesi dopo: <br>la riorganizzazione firmata Ficarra
09 novembre 11:27 2017 Stampa questo articolo

«Ora sì che siamo pronti a scuotere il mercato». Ambizioso, determinato. Marco Ficarra arriva al Wtm di Londra con un progetto di cui va fiero. Anzi due. Si tratta di Destination Italia, di cui è amministratore delegato, nella sua doppia configurazione incoming. La prima, omonima, è il mega-progetto B2C che poggia sul nuovo sito internet e sulla vendita diretta. La seconda, Gartour by Destination Italia, è lo storico tour operator ricettivista preso in affitto solo nove mesi fa e già rilanciato sul mercato a tutta velocità.

Partiamo dal secondo. Quello che più interessa al mercato B2B. Qui il lavoro, negli ultimi mesi, è stato in sordina. Oggi Ficarra riporta alla luce una Gartour diversa, più snella ed efficiente, pronta a ricollocarsi sui bacini di riferimento, tra cui la Russia. Il nuovo ad è in partenza proprio per Mosca, con l’obiettivo di blindare un’importante fetta di mercato, rimasta orfana del direttore del dipartimento Eastern Europe, Stefano De Cupis, oggi general director della neonata TUO – United Tourism Organization.

«In questi primi mesi abbiamo snellito la struttura e stabilito nuovi referenti e fornitori per i singoli mercati: quello russo, per l’appunto, ma anche il Sudamerica. Ora siamo in attesa della gara che entro fine anno assegnerà la vendita definita dell’azienda – prosegue il manager – ma intanto abbiamo nominato il nuovo chief operating officier, Giovanni Frenna, che sta lavorando sodo per riequilibrare la struttura».

Dopo il primo anno di “affitto” dell’azienda Gartour, il reparto B2B sarà dedicato sempre di più al lungo raggio, mentre la visone di Destination Italia è focalizzata a intercettare i turisti europei e il medio raggio. «I cambiamenti che abbiamo apportato erano essenziali per rivitalizzare un’azienda che lavorava con parametri e, in alcuni casi, fornitori, non all’altezza delle richieste del mercato», dice.

Sul fronte consumer, la piattaforma web di Destination Italia è la grande sorpresa: «Abbiamo una macchina potente e performante con una tecnologia moderna. Tutto questo ci permette di raggiungere un’audience globale integrando volo+hotel, pacchetti, consigli di viaggio, formazione e il marketplace per tutti i fornitori»,  sottolinea Ficarra.

Destinationitalia.com, infatti, è un un po’ una Olta e un po’ il portale che l’Enit dovrebbe (o vorrebbe) avere. Con una differenza, che le regioni non sono predominanti, anzi spariscono dalla ricerca e dall’offerta. «Spazio all’incoming pensato per itinerari, aree da esplorare, luoghi: destinazioni, appunto. Perché il turista straniero non conosce le 21 regioni, ma riconosce le mete più o meno famose».

«Il sito è un contenitore multiplo di informazione e vendita fatto di contenuti originali – tiene a precisare – con una piattaforma di booking che rimanda a lastminute.com e la consulenza per percorsi tailor made fatta online dagli agenti Gartour».

Marco Ficarra sa bene che per raggiungere numeri importanti sul web, Olta e metamotori investono fior di miliardi, ma i due colossi che finanziano Destination Italia (Intesa San Paolo e LastMinute) sono una garanzia. «Certo – conclude – per iniziare spero di non dover raggiungere gli investimenti di quasi 2 milioni di euro al mese che facevo ai tempi in cui ero a Venere.com, ma non si può prescindere da una massiccia campagna».

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L'Autore

Gabriele Simmini
Gabriele Simmini

Giornalista de L'Agenzia di Viaggi Magazine.

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