Ecommerce a due velocità: più chance per l’incoming

Ecommerce a due velocità: più chance per l’incoming
17 luglio 07:00 2017 Stampa questo articolo

Internet e il turismo? In Italia la strada è ancora lunga. Da anni se ne fa un gran parlare, ma gli ultimi numeri che arrivano dalla relazione annuale al Parlamento fatta dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni non dovrebbero lasciare spazio a molti dubbi. «L’Italia è ancora al penultimo posto della classifica Ue di utilizzo di internet, nonostante la percentuale della popolazione che usa il web sia cresciuta di 3 punti nel 2016, arrivando al 60%», ha sottolineato durante la sua audizione alle Camere il presidente dell’Agcom, Angelo Cardani. «La rete – ha chiarito – è utilizzata meno della media Ue per acquisti, servizi bancari e video on demand, e nella media per i social network, mentre l’unico indice sopra la media è il consumo di contenuti digitali (musica, video, giochi online)».

A complicare ulteriormente il quadro arrivano poi le cifre relative alla banda ultra larga. Se infatti la copertura fa un balzo in avanti nel 2016 – dal 41% delle unità abitative nel 2015 si è passati al 72% dello scorso anno – il divario con l’Europa resta ancora elevato analizzando i dati di utilizzo dei servizi. Anche se la percentuale di popolazione abbonata a reti a banda ultra larga passa dal 5% nel 2015 al 12% nel 2016, «tuttavia restiamo al 25° posto della classifica europea e ben al di sotto del valore medio di utilizzazione, che nella Ue è del 37%».

Insomma, un quadro certo non incoraggiante per i portabandiera della distribuzione turistica online dello Stivale. Eppure in ottica incoming il discorso sembrerebbe diverso. Almeno a dare retta a Davide Casaleggio e al suo Rapporto annuale sull’ecommerce in Italia, che in un intervista a Corriere Economia sottolinea: «Il mercato internazionale è fondamentale per la sopravvivenza degli operatori italiani dell’ecommerce. È l’unica via che permette di competere con le economie di scala dei concorrenti che entrano dall’estero in Italia». E aggiunge: «Lo sviluppo reso possibile grazie a internet può portare a risultati eccellenti per le aziende del Made in Italy, non solo nella vendita, ma anche nello sviluppo del brand e nella relazione con i clienti. A patto di essere disposti a innovare realmente, con la creatività tipica del nostro Paese».

Un concetto, che almeno stando ai dati dell’Osservatorio innovazione digitale nel turismo del Politecnico di Milano, in molti hanno già capito. La dimostrazione? Addirittura l’86% delle strutture ricettive italiane utilizza un sito web e il 66% i social network, in particolare per le promozioni, mentre l’84% raccoglie dati e informazioni in formato elettronico sulla propria clientela, il 94% si preoccupa dei giudizi espressi dopo il soggiorno sui portali specializzati e il 45% arriva a incentivare la pubblicazione di recensioni.

Stessi numeri confortanti anche per quanto riguarda le agenzie di viaggi, dove il 92% adotta gli strumenti digitali per le promozioni e in generale nella fase che precede la partenza, mentre l’85% consulta le piattaforme di recensioni e il 64% delle agenzie intervistate utilizza il web per restare in contatto con il cliente durante il viaggio.

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Giorgio Maggi
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