Destinazione wedding: tutti innamorati dell’Italia

Destinazione wedding: tutti innamorati dell’Italia
31 ottobre 13:00 2017 Stampa questo articolo

L’Italia è sul podio delle destinazioni internazionali preferite dai promessi sposi stranieri sia come location dove organizzare i matrimoni che come luogo per il viaggio di nozze, accanto a Stati Uniti, Caraibi e Parigi. A dirlo è il rating stilato da Travel Leaders Group nel 2016.

Primato di un segmento ad alta redditività per gli operatori specializzati, che si consolida e che può vantare da diversi anni una fiera specializzata, la Borsa del Matrimonio in Italia che il prossimo anno si terrà alla ‘Nuvola’ dell’Eur, nel Nuovo Centro Congressi di Roma dal 18 al 21 gennaio, dove si stima l’arrivo di 1000 visitatori professionali. Tra i buyer di questo evento rigorosamente B2B figurano i principali tour operator e agenzie specializzate in wedding tourism provenienti dall’Europa, dalla Cina, dall’India, ma anche dagli Emirati Arabi e dalle Americhe, mentre tra i sellers figurano location e hotel, castelli e dimore storiche, sartorie, wedding planner, agenzie di incoming, agenzie fotografiche, video-maker, flower design, parrucchieri, società di noleggio auto di lusso. Le cifre che riguardano i matrimoni di stranieri in Italia sono di tutto rispetto: almeno 8mila le cerimonie celebrate nel 2016 con un volume d’affari che sfiora i 450 milioni di euro, derivante da una spesa media per coppia intorno ai 52mila euro e un totale di quasi 1,3 milioni di pernottamenti generati con l’ospitalità organizzata anche per gli invitati.

Il trend in crescita costante lascia prevedere per quest’anno un ulteriore incremento con almeno 10mila cerimonie di sposi stranieri. In altre parole l’Italia sta intercettando tempestivamente quello che l’Insights Market Research di Dubai, in una ricerca dello scorso anno, aveva indicato come uno dei segmenti con le maggiori potenzialità di business e marginalità insieme al bacino luxury, con un mercato globale che oggi vale 298 miliardi di dollari (circa 255 miliardi di euro), di cui almeno un 45% spesi nelle destination wedding. Ma c’è di più: secondo un’indagine di Jfc, ben l’80% delle coppie che decidono di sposarsi dalle nostre parti, scelgono poi un angolo d’Italia per il loro viaggio di nozze, fungendo da acceleratore di business che genera benefici, in termini di indotto, anche all’industria incoming.

Nel dettaglio, poi, la ricerca Jfc specifica che tra le motivazioni che spingono le giovani coppie a scegliere il nostro Paese vi è la suggestione generata da “storia e bellezze culturali” (16,3%), ma anche “fascino e luogo desiderato” (12,9%), o motivazioni legate ad altri fattori come romanticismo e bellezza (12%) e cibo (11%).

IN MILLE A BOLOGNA PER FARE SISTEMA. Tre giorni dedicati alla Destination Wedding Industry con più di 1.000 operatori – tra espositori, buyer e congressisti – che si sono dati appuntamento, dal 20 al 22 ottobre alla Fiera di Bologna, per la terza edizione di Buy Wedding in Italy, manifestazione dedicata ai matrimoni degli stranieri in Italia. Wedding planner, tour operator e adv gestori e proprietari di location, catering service, fotografi e operatori video provenienti da Usa, Austria, Brasile, Russia, India e Italia, si sono ritrovati per un weekend di formazione e aggiornamento, ma anche business e networking. Per questo gli operatori del comparto si stanno muovendo per mettere a sistema le specificità italiane, dal cibo alla cultura, che rappresentano un patrimonio senza eguali. Durante la tre giorni ci sono stati incontri dedicati agli scenari economici, alle novità e alle tendenze del destination wedding, con focus sui principali mercati – americano, cinese, indiano, russo e britannico – e approfondimenti sulle diverse tipologie di pacchetti e di accoglienza e sui gay wedding.

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