Dalle card ai libretti di famiglia:
chi sostituirà i voucher lavoro

Dalle card ai libretti di famiglia: <br>chi sostituirà i voucher lavoro
19 maggio 09:00 2017 Stampa questo articolo

Il 20 aprile scorso il governo aveva mandato i voucher definitivamente in soffitta. Ora, a distanza di meno di un mese, i buoni lavoro rispuntano ma sotto altro nome, infilati nella manovra economica bis attraverso una miriade di emendamenti presentati un po’ da tutti i gruppi parlamentari.

Chi propone un libretto di famiglia spendibile entro dodici mesi dalla data di acquisto, chi i chèque orari, ad ogni modo lo scopo è sempre lo stesso: pagare prestazioni occasionali.

La sintesi toccherà al governo: “Collaboreremo nella relazione tra governo e Parlamento – ha spiegato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti – per trovare una strada per dare una nuova regolazione a questa tipologia di lavoro occasionale. Bisogna trovare forme che non consentano abusi, che tutelino i lavoratori ma che consentano anche una modalità agile per poter gestire queste situazione».

Vediamo le proposte nel dettaglio:

Libretto di famiglia. Può essere utilizzato anche per la realizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritatevoli. Le attività lavorative non possono dar luogo a compensi superiori a 5.000 euro nel corso di un anno e i compensi a favore di ciascun committente non possono superare i 1.500 euro. La retribuzione oraria delle attività lavorative occasionali è fissata in 12 euro. La proposta è a firma Pd.

Lavoro breve. L’emendamento anticipa una parte del ddl presentato ad aprile da Maurizio Sacconi (AP). Comprenderebbe “tutte le prestazioni lavorative che non danno luogo, per ciascun committente, a compensi superiori a 900 euro nel corso di un anno civile, annualmente rivalutati sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati”. I percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito possono svolgere lavori brevi nel limite complessivo di 2.000 euro di compenso per anno civile. Il valore orario del lavoro breve è fissato in 10 euro, comprensivo degli oneri previdenziali e assicurativi.

Card nominativa. È rilasciata dagli uffici postali, per compensi per attività lavorative temporanee e svolta anche a favore di più committenti, non superiori a 7.000 euro nel corso di un anno solare. Possono usarla disoccupati da oltre un anno, casalinghe e pensionati, giovani di età inferiore ai 25 anni universitari o studenti e i disabili. L’emendamento è a firma Lega.

Tra le proposte, infine, ci sono anche il contratto telematico, da utilizzare esclusivamente attraverso la piattaforma digitale per attività lavorative occasionali, e i chèque orari dal valore di 15 euro proposti dal Movimento 5 Stelle.

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Regina Ricci
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