Dallas, più italiani in Texas con il no stop da Roma di American Airlines

Dallas, più italiani in Texas con il no stop da Roma di American Airlines
16 aprile 15:12 2018 Stampa questo articolo

Dallas è la nona città più grande degli Stati Uniti, «nonché il centro finanziario e commerciale più importante del sud-ovest americano». Esordisce così Phillip J. Jones, president & ceo di Visit Dallas, in occasione di un business lunch organizzato a Roma, al ristorante Giuda Ballerino sulla terrazza del Bernini Bristol, per incontrare il trade. «L’anno scorso la città texana è stata visitata da 26,7 milioni di persone, di cui 2,59 milioni internazionali e circa 25mila italiani. Vogliamo raddoppiare il numero di turisti dall’Italia, che possono usufruire anche del volo diretto da Roma di American Airlines».

L’aeromobile utilizzato per questo collegamento giornaliero stagionale, da marzo a ottobre, è il nuovissimo B777-200, configurato con una classe Business da 36 posti full flat, una Premium Economy da 24 posti e una Economy suddivisa tra Main Cabin Extra, con più spazio per le gambe, e Main Cabin.

Si è di fronte a una località sorprendente e piena di energia, «ideale anche per il turismo leisure – aggiunge Jones – La città texana ha, tra l’altro, una comunità gay  tra le più grandi degli Stati Uniti e, di recente, è stata indicata come una delle migliori dieci destinazioni da visitare quest’estate a livello lgbtq».

Ai visitatori, Dallas offre un’ampia scelta di strutture alberghiere, tra cui due alberghi storici che hanno riaperto entrambi lo scorso anno: The Adolphus Hotel, inaugurato nel 1912 e per una clientela luxury; lo Statler, altro simbolo cittadino inaugurato 59 anni fa, che ha riaperto sotto l’insegna Hilton dopo lavori per 255 milioni di dollari. Inoltre, nei prossimi due anni sono previste altre aperture, tra cui quella del Virgin Hotel, nel Design District, un quartiere in grande espansione.

Ricca anche l’offerta di arte e cultura: c’è il Nasher Sculpture Center disegnato da Renzo Piano o il Perot Museum of Nature and Science di Thom Mayne, vincitore del premio Pritzker, una sorta di Nobel per l’architettura; e, ancora, la Reunion Tower, soprannominata “The Ball” per la sfera in cima alla torre, uno degli edifici più iconici di Dallas, il Sixth Floor Museum sulla Dealey Plaza e il Klyde Warren Park, uno spazio verde creato sopra una strada molto trafficata. Tra l’altro, quasi tutti i musei e le attrazioni di Dallas si possono visitare con il City Pass, che oltre a essere comodo è anche conveniente, come lo shopping, grazie al tax free.

Sul fronte gastronomico, una visita a Dallas non può prescindere da quella che è una vera e propria arte in tutto il Texas: il barbecue, con alcuni dei migliori ristoranti specializzati dello Stato. E naturalmente i food track, una vera e propria istituzione cittadina, per mangiare all’aperto chiacchierando con gli sconosciuti con cui si divide il lungo tavolaccio.

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Cristina Melis
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