Il cielo era così stellato sopra San Pietroburgo

15 novembre 06:00 2017 Stampa questo articolo

“Era una notte meravigliosa, una di quelle notti che forse esistono soltanto quando si è giovani. Il cielo era così stellato, così luminoso che guardandolo ci si chiedeva istintivamente: è mai possibile che sotto un simile cielo vivano uomini collerici e capricciosi?”. Romantica, elegante, magica. Per raccontare San Pietroburgo è impossibile non ricordare le Notti bianche del giovane Fedor Dostoevskij, uno dei più grandi scrittori russi. La capitale degli zar, oggi destinazione culturale scelta da milioni di turisti, conserva ancora quel fascino di una volta, una metropoli congelata nel tempo, dove ogni angolo ricorda che qui si è fatta la storia.

Costruita su una palude dallo zar Pietro il Grande, innamorato delle bellezze artistiche dell’Occidente, oggi la capitale del nord è zeppa di tesori architettonici e culturali senza eguali. Il consiglio per godere dei suoi gioielli? Perdersi e lasciarsi trasportare dalla sua malia. Non importa se attraversando uno dei 342 ponti cittadini che collegano la terraferma con le varie isolette, oppure in uno dei 200 musei o ancora tra le sale infinite dell’Ermitage, che contiene la collezione d’arte più straordinaria al mondo, o tra le stradine grigie del quartiere di Sennaya, dove Dostoevskij visse fino alla sua morte e dove tutto nell’appartamento è stato conservato come era all’epoca in cui l’autore scrisse I fratelli Karamazov. Proprio in questa zona, una volta malfamata, cupa, disordinata, piena di bettole frequentate da personaggi ambigui, il grande romanziere ambientò il suo Delitto e castigo, uno dei testi più famosi della letteratura internazionale. L’antica capitale imperiale, simbolo della potenza della dinastia dei Romanov, rapisce i visitatori per la sua vasta offerta culturale.

Il Museo dell’Ermitage è una tappa d’obbligo, anche solo per ammirare il meraviglioso Palazzo d’Inverno e gli edifici che gli fanno da cornice. Il complesso è formato da cinque palazzi collegati tra loro da imponenti scaloni, 360 sontuose sale mentre alle pareti si alternano quadri degli artisti spagnoli, fiamminghi, francesi, opere di Rembrandt e del Rinascimento italiano: impossibile non restare affascinati dal dipinto della “Madonna con bambino” di Leonardo o dalle sculture ammalianti di Antonio Canova, tra cui spiccano il “Bacio tra Amore e Psiche” o le “Tre Grazie”. Percorrere quei pavimenti lussuosi, fermarsi ad ammirare il bellissimo giardino pensile e l’enorme orologio del Pavone nella sala bianco e oro del Padiglione o ancora affacciarsi al tramonto sulla Neva, il fiume più ampio che bagna San Pietroburgo, è un emozione difficile da spiegare. Eppure nel 1764, quando la zarina Caterina la Grande cominciò a collezionare in maniera quasi ossessiva le opere d’arte di mezzo mondo, nessuno poteva immaginare che quella raccolta sarebbe diventata uno dei musei più famosi del pianeta. «Per vederlo tutto hanno calcolato ci vorrebbero 11 anni senza mai fermarsi», aggiunge la guida. Basti pensare che le opere esposte, si dice, corrispondano al 20% della ricchezza che giace nei sotterranei e nei magazzini nascosti dell’Ermitage. Tanto che per ammirare i quadri degli impressionisti e dei post-impressionisti bisogna raggiungere il Palazzo dello Stato Maggiore, che si trova sul lato sud della Piazza del Palazzo. L’edificio, internamente ricostruito in chiave post moderna, accoglie, tra gli altri, le spiagge di Tahiti di Gauguin, le ballerine di Degas, la “Signora in blu” di Cézanne.

Eppure l’Ermitage è in buona compagnia. La Venezia del nord ospita anche un magnifico museo russo, lo sfavillante Museo Fabergè con 1.500 creazioni del celebrato gioielliere, tra cui nove delle preziose uova di Pasqua della collezione imperiale, fatte di platino, oro, diamanti e rubini, il museo d’arte contemporanea Erarta, la piccola casa di travi di legno dove Pietro il Grande viveva mentre stavano costruendo la sua città e perfino il nuovo museo della Russia in miniatura (Grand Maket Russia) con modellini in scala che vanno dal Kaliningrad alla Siberia.

Non solo musei. Chiese imponenti, romantici canali d’acqua, l’odore del borsch, la zuppa di barbabietola e panna acida, che inonda le strade. Passaggiare tra le strade e i palazzi barocchi di San Pietroburgo è un salto nel passato. La strada principale è la Nevsky Prospekt, lunga 4 chilomentri, piena di negozi di souvenir, ristoranti locali ed eleganti edifici come il Palazzo Singer, la sede della famosa azienda di macchine per cucire, oggi trasformata in libreria, la chiesa del Salvatore sul sangue versato, dalla carattestiche cupole in stile russo ortodosso e gli interni decorati da spettacolari mosaici, la Cattedrale della Nostra Signora di Kazan, ispirata alla Basilica di San Pietro, e, poco distante l’enorme Cattedrale di Sant’Isacco, uno degli edifici a cupola più grandi del mondo: qui, salendo i 262 gradini che portano al colonnato, è possibile godere di una vista a 360 gradi sulla città.

Le notti bianche di San Pietroburgo, poi, sono animate. A maggio e giugno il cielo non diventa mai completamente buio e vengono organizzati all’aperto concerti e spettacoli, mentre in inverno il glorioso Teatro Mariinsky è un’istituzione per chi vuole assistere a un balletto o a un’opera lirica, così come per un’esibizione di balli cosacchi e balalaika l’indirizzo giusto è quello del Palazzo Nikolayevsky. Per un bicchierino di vodka, invece, basta raggiungere la movida di Dumskaya ulitsa, zeppa di bar e localini alla moda. Qui si beve alla goccia. E prosit sia.

A RIMINI L’UFFICIO DI RAPPRESENTANZA. Quasi sette milioni di turisti registrati nel 2016, ben 36 siti Unesco, 900 esposizioni artistiche all’anno e la consacrazione da parte di TripAdvisor come prima destinazione in Russia e ottava in Europa. Sono alcuni dei numeri legati a San Pietroburgo, città che segna una crescita del 10% sugli arrivi internazionali principalmente dai mercati di Cina, Germania, Francia, Corea, Finlandia, Usa, Spagna e Italia (45mila nel 2017). «L’aeroporto di Pulkovo è cresciuto del 24,3% da gennaio ad agosto, è servito da oltre 70 compagnie aeree e offre collegamenti diretti con oltre 150 destinazioni – spiega Valeria Malysheva, responsabile delle informazioni turistiche di Visit Saint Petersburg – Dalla stazione ferroviaria, invece, è possibile raggiungere con i treni ad alta velocità Mosca (4 ore) e Helsinki (3 ore e mezza). Negli ultimi anni anche il settore croceristico è diventato molto importante: i turisti che restano sulla terraferma entro le 72 ore non hanno neanche bisogno di richiedere il visto di ingresso. Per quest’anno contiamo già 850mila arrivi al porto». Significativa l’attenzione al mercato italiano. «A breve apriremo due nuovi uffici di rappresentanza a Rimini. Una sorta di sperimentazione prima del debutto a Roma».

SULLE ORME DI ZAR E RIVOLUZIONARI. Cento anni fa la presa del Palazzo d’inverno a San Pietroburgo, a opera del partito bolscevico guidato da Lenin, cambiò le sorti della Russia. Per ripercorrere la storia bisogna partire dal Palazzo Yusopov, dove fu ucciso Rasputin, raggiungere le mura della Fortezza di Pietro e Paolo sull’isola Zayachy dove sono sepolti gli zar e venivano rinchiusi i prigionieri politici; arrivare al complesso Smolny, quartiere generale dei bolscevichi e al palazzo di Tsarskoe Selo a Pushkin, ultima dimora degli zar.

PIÙ OPERATORI PER IL BUSINESS TRAVEL. Il turismo d’affari in Russia è un settore in crescita che, nella Capitale del Nord, può contare su t.o. specializzati come Russia Incoming, operatore che organizza viaggi di gruppo e crociere, ma offre supporto anche alle aziende per incentive e fiere, business travel, strutture ricettive internazionali e due alberghi, uno a San Pietroburgo e l’altro a Novosibirsk, in Siberia, della catena italiana Hotel Domina.

L'Autore

Serena Martucci
Serena Martucci

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