Caro petrolio non fa rima con caro traghetti

Caro petrolio non fa rima con caro traghetti
13 giugno 08:00 2018 Stampa questo articolo

Più rotte, navi rinnovate, prezzi per tutte le tasche (o quasi) e una serie di servizi da fare invidia a una crociera. Anche per la stagione estiva 2018 il mondo dei traghetti si conferma in piena evoluzione, attento com’è a intercettare le nuove esigenze di una clientela che, anno dopo anno, decide di optare per gli spostamenti in ferry al posto di aerei o auto.

«Il 2017 è stato un anno positivo per l’intero Mediterraneo, a ribadire come la formula del trasporto via mare sia una solida alternativa di viaggio», conferma Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo, che allunga lo sguardo anche ai prossimi mesi: «Le prospettive si mantengono molto positive: a quanto ci risulta le prenotazioni sono con un segno più, già nel primo trimestre dell’anno, per molti porti. Su tutti Palermo con +47%, passata da 151.024 nel primo trimestre del 2017 a 222.062 nel 2018».

Lo scorso anno le performance migliori tra i grandi scali le hanno registrate Barcellona (+12%) e Marsiglia (+7%), mentre nell’Adriatico la parte del leone l’ha fatta Durazzo (+80% sul 2016, e quasi 1 milione di passeggeri l’anno). Più contenuto, invece, l’incremento di traffico lungo le coste italiane. «I porti gestiti dalle Autorità Portuali di Sistema nazionali hanno complessivamente sviluppato traffico internazionale per oltre 17 milioni (erano 16,79 nel 2016, variazione del +1,8%, ndr). Ma è il traffico nelle rotte interne – precisa di Cesare – ad aver evidenziato una crescita più significativa (+15%) trainato dal risultato di Messina, passato tra 2016 e 2017 da 7,7 a 10,5 milioni di passeggeri su traghetto in imbarco o sbarco. Una crescita di quasi 3 milioni di passeggeri corrispondente a un +36%».

Numeri, come detto, destinati a crescere, perché spostarsi in ferry conviene sempre di più. «Non ci sono stati aumenti rispetto al 2017», dicono un po’ tutti gli operatori, riferendosi sia all’Adriatico che alle isole maggiori, ma con la parziale eccezione della Sardegna. Nelle tratte per l’Isola, sottolinea l’Osservatorio Traghettilines (il portale di biglietteria autorizzata con oltre 1.200 linee marittime del Mediterraneo e 40 compagnie), il prezzo del traghetto ha subito un’evoluzione ad andamento altalenante che, dal 2008 a oggi, ha determinato un aumento superiore al 25%. «Per i viaggiatori – si legge nel Rapporto – sono stati positivi solo gli anni 2014, 2015 e 2016, caratterizzati da una deflazione a cui, nel 2017, si è contrapposto un netto rincaro delle tariffe che ha superato il 20% in un solo anno».

E se i prezzi restano più o meno gli stessi – senza aumenti legati al caro carburante – il merito va anche alle politiche di pricing studiate per intercettare una clientela sempre alla ricerca di formule vantaggiose. Si va dall’advanced booking “da catalogo”, a vere e proprie campagne di vendita in anticipo, passando per una struttura di pricing modulare in grado di premiare la filiera dell’intermediazione (che resta sempre il naturale canale di vendita). Per non parlare della pioggia di promozioni, anche last minute, che arrivano da quasi tutte le compagnie. Ma non è finita, perché una volta a bordo è sempre maggiore l’attenzione al comfort e alla qualità dei servizi: a partire dal food e dalla ristorazione, passando per bambini e famiglie, ma anche a chi voglia viaggiare con il proprio cane (anche con cabine dedicate), o chi cerchi plus come il late check out e lo sbarco prioritario, o ancora i pagamenti rateizzati.

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Giorgio Maggi
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