Cancellazioni gratis? Booking.com sotto accusa

08 marzo 17:08 2018 Stampa questo articolo

Nuova tegola per Booking che ha ricevuto un’ingiunzione dall’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, con la quale si dispone il blocco di un messaggio pubblicitario che promette la possibilità di cancellare gratuitamente le prenotazioni (nello specifico il claim recita: “Cancellazione gratuita per la maggior parte delle camere”).

Il messaggio è stato ritenuto ingannevole ai sensi del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, in quanto “induce in errore il pubblico in merito alla vantata gratuità della possibilità di cancellare la propria prenotazione”.

Soddisfatto il direttore generale di Federalberghi, Alessandro Nucara: «Basta consultare un qualsiasi portale per accorgersi che la prenotazione non cancellabile costa meno della prenotazione cancellabile. Quindi, la libertà di cancellare ha un prezzo e non può essere qualificata come gratuita. Questa differenza di prezzo è normale e serve a compensare, sia pur in minima parte, gli oneri che l’impresa sostiene per la gestione delle disdette e il danno che si genera nel caso in cui la camera rilasciata all’ultimo momento rimanga invenduta. Ma le condizioni devono essere trasparenti. Se affermi che la cancellazione è gratuita stai raccontando una frottola».

Già a inizio gennaio, l’Advertising Standard Authority, in Gran Bretagna, aveva applicato una censura a uno spot pressoché identico con un claim che recitava: “If you have to cancel, cancel. Most of the time it’s free and you can always book again”.

«Lascia senza parole – conclude Nucara – la circostanza che, due mesi dopo la decisione inglese, lo spot continuasse a circolare in Italia, che evidentemente viene trattata come colonia dell’impero. Ci auguriamo che l’Autorità prosegua l’opera di bonifica e disponga il blocco anche per la campagna pubblicitaria avviata da Ryanair Rooms in questi giorni sui quotidiani (“cancellazione quasi sempre gratuita”)».

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