Airbnb, Amsterdam riduce a 30 notti i soggiorni

Airbnb, Amsterdam riduce a 30 notti i soggiorni
12 gennaio 07:00 2018 Stampa questo articolo

Continua la battaglia tra Airbnb e le principali città europee. L’ultima in ordine di tempo a cercare di limitare i flussi di turisti che si servono della piattaforma più famosa del mondo è Amsterdam, che con una decisione del consiglio comunale cittadino ha ridotto a 30 (prima era 60) il numero di notti in cui le persone possono affittare le loro case tramite portali di home sharing.

Proprio nella capitale olandese, d’altronde, vige già una delle normative più severe nei confronti di Airbnb: gli host hanno l’obbligo di registrarsi in comune. Ma il problema, sostengono i promotori dell’iniziativa, è che gli affitti di breve periodo stanno penalizzando interi quartieri. L’assessore Laurens Ivens, ideatrice della nuova legge, ha riconosciuto che ridurre il lasso di tempo non è la soluzione alla congestione della città, ma almeno saranno ridotti i problemi causati dai turisti in alcune aree e sarà reso meno invitante usare la casa come un modo per guadagnare denaro.

Secondo Bo de Koning, public policy manager, questo provvedimento potrebbe causare perdite all’economia locale per 43 milioni di euro e favorire gli hotel. Al momento la community di Airbnb di Amsterdam è composta da 19mila padroni di casa per un totale di 5mila appartamenti. Nel resto d’Europa, il limite di gironi di affitto annuali variano dai 60 di Berlino ai 90 di Londra, mentre a Parigi il tetto è fissato a 120.

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